Empoli, comune "rifiuti free"

Era maggio 2011 e il comune di Empoli iniziava la raccolta dei rifiuti col sistema porta a porta.

A fine 2012 la città toscana ha raggiunto il traguardo di portare la produzione pro capite di rifiuti che finiscono in discarica a meno di 75 kg all’anno. Empoli arrivava dopo Montespertoli, Montelupo Fiorentino, Cerreto Guidi, Vinci, Capraia, Limite, Fucecchio ma era la sfida più grande -per numero di abitanti- del circondario Empolese Valdelsa.

Un successo preparato con una campagna d’informazione rivolta ai cittadini (22500 utenze) e alle aziende (3300 attività tra negozi e imprese). Publiambiente, la società di gestione dei rifiuti, ha messo in calendario assemblee pubbliche, il contatto diretto al domicilio delle famiglie e le aziende da parte di 21 informatori muniti di tesserino con la promessa di far scomparire le campane di raccolta dalle strade (ad eccezione di quelle per il vetro e i cassonetti gialli per la raccolta di abiti usati).

Le famiglie di Empoli si ritrovano così a gestire i contenitori domiciliari distinti per colore: il marrone per l’organico ritirato due volte a settimana, quello celeste per il multimateriale ritirato una volta a settimana come la carta -in quello bianco- e l’indifferenziato (quello che finisce davvero in discarica) di colore grigio.

Ogni contenitore ha un rilevatore magnetico che l’addetto Publiambiente legge con l’apposito strumento; una modalità che introduce la tariffazione puntuale (una quota fissa più una quota variabile). Ed è proprio sulla quota variabile -composta dal costo dello svuotamento del contenitore grigio dell’indifferenziata- che si pagherà in base alla personale produzione di rifiuti, una scommessa che finalmente equipara la produzione di pattumiera al consumo di acqua, gas ed energia elettrica: più si consuma più si paga!

Un’imposizione o una scelta condivisa? Comunque un cambiamento nello stile di vita e nelle scelte dei cittadini, verso una sensibilità ambientale e dell’economia sostenibile, una “piccola rivoluzione” umana, culturale ed economica sul territorio.

 

 


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