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31 Ottobre 2013 COMUNI RICICLONI CAMPANIA

È dunque Casal Velino, comune di oltre 5mila abitanti, ad aggiudicarsi la nona edizione di Comuni Ricicloni Campania seguito da Roccadaspide e Pertosa, un trio tutto salernitano.
Sono ben 67 i comuni ad essere in regola con la legge dello Stato, che prevede il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata nel 2012, nella Campania delle emergenze e dell'illegalità nella gestione dei rifiuti. Comuni che possono vantare risultati da realtà nordeuropee.
Ma non mancano anche grandi città come Salerno, Acerra e Benevento che dimostrano come la dimensione demografica sia una barriera più concettuale che reale.
“La presentazione di Comuni Ricicloni Campania – dichiarano Michele Buonomo e Antonio Gallozzi, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Campania - è l’occasione per rilanciare sulla necessità di imboccare la strada per la corretta gestione dei rifiuti nella nostra regione. Permane tuttavia un quadro di ritardi e disorganicità diffusi, che rende quanto mai difficoltoso il perseguimento e il conseguimento delle performances auspicate nella gestione dei rifiuti. In particolare, relativamente alla dotazione impiantistica, risultano funzionanti ancora solo 3 impianti di compostaggio (Teora, Molinara e Salerno) con una capacità complessiva irrisoria rispetto a quella richiesta dalla attuale produzione di organico da raccolta differenziata, divenendo la gestione di questa matrice oltremodo onerosa per i Comuni costretti a trasferirla fuori regione (circa 200 euro a tonnellata per l’umido, rispetto a 90 euro spesi per l’indifferenziato). Gli impianti STIR permangono quasi tutti nello stato di inadeguatezza funzionale rispetto all’originario concepimento come impianti di CDR. La capacità residua delle poche discariche operative (Savignano Irpino, Sant’Arcangelo Trimonte e San Tammaro) è agli sgoccioli, per cui i rifiuti campani continuano a viaggiare onerosamente per altre regioni d’Italia e per l’estero, verso cui partono anche via mare. Rimangono - concludono Buonomo e Gallozzi- ancora da smaltire oltre 6 milioni di ecoballe, accumulate negli anni, dopo che le loro immagini hanno sbigottito il mondo intero. Nessuno sa bene cosa farne, nel frattempo, sono diventate veri “monumenti” all’inefficienza, oltre a causare un immenso disastro ambientale. E l’ipotesi di realizzare uno specifico inceneritore a Giugliano per il loro smaltimento è in pratica “da rispedire al mittente”, mancando una seria valutazione comparativa tra alternative e dei costi-benefici.”
“Questa edizione di Comuni Ricicloni- commenta Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale Legambiente – si svolge anche in un momento in cui ancora una volta, purtroppo, le rubriche di cronaca sono monopolizzate dalla emergenza della “Terra dei Fuochi”. Roghi tossici per troppo tempo sopportati nell’indifferenza o nella paura, seppure da decenni denunciati da Legambiente nei suoi rapporti ecomafia. Contro i roghi di rifiuti tossici che avvelenano interi Comuni della provincia di Napoli e Caserta ci si augura che, a fronte di una più matura e coesa coscienza dei cittadini, finalmente non ci si fermi solo alle parole. Parole che negli anni non sono divenute mai fatti concreti ed efficaci, mai azioni, mai interventi, mai bonifiche. Pertanto che se si parla di una nuova grande emergenza ambientale, economica e sanitaria della Campania, non vogliamo si riproponga lo stesso copione. Non vogliamo grandi annunci né procedure straordinarie, disposizioni di finanziamenti e rischi di disperderli in analisi e studi, spesso in contrasto tra loro. E’ necessario- conclude il vicepresidente nazionale di Legambiente- restituire i territori all’agricoltura di qualità che ha caratterizzato la Campania Felix, isolando immediatamente le aree contaminate dai portatori di morte per avviarne la messa in sicurezza e la bonifica (privilegiando il no food) e proteggendo quelle incontaminate dal doppio rischio dei roghi e, peggio, della perdita di mercato delle produzioni, con un danno occupazionale che questa regione non può assolutamente permettersi. La gravità della situazione e l’urgenza di dare risposte efficaci, troppo a lungo rimandate, richiede uno sforzo congiunto di tutti affinché la Terra di fuochi possa finalmente archiviare una lunga e drammatica stagione e trasformarsi in Terra Pulita.
Per la visione di tutte le graduatorie rimandiamo alla lettura del dossier

 

 

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