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10 Settembre 2013 NEL TIRRENO IL 95% DEI RIFIUTI è PLASTICA

Il monitoraggio di Goletta Verde e Accademia del Leviatano ha riguardato 3.075 km con un totale di 136 ore di osservazione. Il protocollo scientifico utilizzato è stato elaborato e riadattato da Ispra-NAT (Dipartimento Difesa della Natura) e Università di Pisa (Diartimento di Biologia) e ha preso in considerazione solo i rifiuti galleggianti più grandi di 25 cm, classificando i detriti in linea con il manuale OSPAR (Convenzione Oslo-Parigi per la tutela dell'ambiente marino dell'Atlantico nord orientale, adottata nel 1992 da 15 Paesi europei e nel 1997 dall'Unione europea).

Il dato più eclatante emerso dall’indagine è sicuramente la supremazia dei rifiuti plastici sul totale dei detriti avvistati. Una percentuale che in media è pari a quasi il 95%. Di questi, circa il 41% è costituito da buste e frammenti di plastica. Il Tirreno centro-meridionale spicca come l’area di monitoraggio a maggiore densità superficiale di rifiuti, con il record di 13,3 detriti ogni Km2, contro i 5,1 del Tirreno centro- settentrionale, i 2,1 della tratta Livorno-Bastia e i 2,4 della tratta Fiumicino-Ponza. Dopo buste e frammenti, il 13% della plastica registrata è costituita da teli (residui di dimensioni pari a un metro o più) e il 12,5% da bottiglie di plastica. Il 33% è stata, invece, la percentuale di cassette di polistirolo monitorate lungo la tratta Fiumicino-Ponza. In generale, l’abbondanza dei rifiuti è risultata essere di gran lunga maggiore in prossimità della costa.

L’Italia fino al 2010 era il primo paese europeo per consumo di sacchetti di plastica usa e getta, con una percentuale di consumo pari al 25% del totale commercializzato in Europa, e solo grazie all’entrata in vigore del bando sugli shopper non compostabili ha ridotto questa percentuale. Inoltre - continua Ciafani - la sua posizione centrale nel Mediterraneo fa sì che il ruolo italiano nella tutela dell’ecosistema marino sia di cruciale importanza. È per questo che ci appelliamo alla Commissione europea affinché estenda a tutti gli Stati Membri il modello italiano del bando degli shopper non compostabili, per compiere un passo in avanti nella salvaguardia dei mari, per rafforzare il fronte comunitario sulla corretta gestione dei rifiuti, per tutelare la biodiversità e la fauna marina e per raggiungere uno degli obiettivi della direttiva quadro europea per la Marine Strategy”.

 

 

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