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22 Luglio 2013 RICICLONI 2013 LA STAMPA PLAUDE E SPUNTA CHI SI AUTOMENZIONA

“Ricicloni: assenti le grandi città” oppure “I ricicloni del Sud sono di più di più di quelli del Centro” e “L’Italia riciclona è spaccata in due tra piccoli virtuosi e grandi immobili”. Comuni Ricicloni è ormai un momento atteso dalla stampa nazionale e locale: l’edizione 2013 del Premio Comuni Ricicloni registra circa 300 articoli (quelli che siamo riusciti a rintracciare) tra web e carta stampata, mancano all’appello i servizi televisivi. Un metro del buon risultato soprattutto per tutte le amministrazioni virtuose, i consorzi e le imprese e i cittadini tutti che della raccolta differenziata sono i veri protagonisti.


Sfogliando la rassegna stampa abbiamo però scoperto che c’è chi ci prova ad essere Riciclone… senza esserlo! Entrare nella classifica dei comuni che superano la percentuale di legge per la raccolta differenziata è un bel fiore all’occhiello, una ‘pagella’ che da lustro alle amministrazioni. E’ proprio per premiare i comportamenti virtuosi che nasce il Premio Comuni Ricicloni. Qualcuno ogni tanto però ci prova e senza averne diritto si riconosce ‘menzioni speciali’ e plausi. E’ il caso di Perugia, il cui caso abbiamo deciso di raccontare nel dossier di Ricicloni 2013 per lo sforzo effettuato; senza per questo riconoscere alcuna ‘menzione’ o premio o qualsivoglia riconoscimento. Soltanto abbiamo narrato sotto forma di storia il percorso intrapreso. Ma ecco che sui quotidiani locali il giorno dopo la premiazione si legge “Raccolta differenziata, applaudita Perugia con un buon 65%”. “Non ci risulta -afferma Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente Onlus-. Ho accettato di buon grado una richiesta dell'assessore del Comune di Perugia di ospitare, all'interno dell'edizione 2013, la nuova esperienza del Comune di Perugia di rilancio della propria raccolta differenziata. Comuni Ricicloni non serve solo per premiare, ma anche per raccontarsi e scambiare esperienze. Ma nessuno ha mai parlato di "menzione speciale", non sono stati applausi, Perugia non è (secondo i nostri criteri) ancora riciclona. E' il classico caso in cui, se si alzano i toni e si pretende troppo, si ottiene l'effetto contrario a quello che si voleva ottenere”.

Sulla ‘menzione’ è intervenuta anche Legambiente Umbria: "Il comune di Perugia ha ottenuto dei risultati importanti nella gestione dei rifiuti urbani e nell'incremento della raccolta differenziata, soprattutto se paragonata alle altre città grandi e medie dell'Umbria – commenta Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria – ma ci sono ancora diverse cose che non vanno, a cominciare dalla necessità di estendere il porta a porta su tutto il territorio comunale, la raccolta dell'organico che è ancora stradale e che prevede anche il conferimento dei pannolini e degli assorbenti. Perugia è l'unico comune in Italia dove questo è possibile ed il risultato è un compost che ha una alta percentuale di residui. Si potrebbe fare molto di più per la raccolta degli oli alimentari esausti che ancora non vengono recuperati in modo adeguato. E' necessario poi individuare azioni più incisive per la diminuire le quantità di rifiuti, solo così è possibile ridurre drasticamente la dipendenza dalle discarica e scongiurare qualsiasi ipotesi di nuovi e vecchi inceneritori".


Stefano Ciafani -vicepresidente nazionale di Legambiente e responsabile rifiuti per l'associazione ambientalista- aggiunge: "Ci aspettiamo che il Comune di Perugia adotti al più presto una tariffa puntuale vera. Legambiente ha appena lanciato la raccolta firme per la petizione popolare ‘Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare’. Secondo noi chi produce meno rifiuti dovrebbe essere premiato e a Perugia non è così. Infatti il capoluogo umbro fa parte ancora di quei 7mila comuni italiani dove l'ammontare della tassa non e' determinato secondo la quantità di rifiuti prodotti. Con la Tares, la nuova tassa sui rifiuti, poi si rischia di aggravare ulteriormente il peso fiscale sui cittadini in maniera ingiusta. I tributi dovrebbero essere invece pagati solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, consentendo cosi' alle utenze più virtuose di pagare di meno. Oggi e' possibile affrontare in concreto la sfida della riduzione – conclude Stefano Ciafani - come e' riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando un'equa leva economica, introducendo un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale e alleggerendo la pressione fiscale sui più virtuosi. Solo in questo modo si contribuirà davvero a liberare l'Umbria e Perugia dal problema rifiuti, facendole entrare a pieno titolo in quella società europea del riciclaggio alla base nella nuova direttiva europea".


Per sottoscrivere la petizione di Legambiente "Chi inquina paga, chi produce rifiuti deve risparmiare"

 

 

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