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13 Marzo 2014 I PIRATI DEI RAEE SBARCANO AL MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA

Lo studio rivela che è il Mezzogiorno ad essere il più colpito dall'abusivismo, qui infatti è stato scoperto il maggior numero di discariche illegali tra il 2009 e il 2013. In questo periodo sono state sequestrate ben 299 discariche clandestine per una superficie totale superiore ai mille chilometri quadrati.

Il dossier fa emergere annose questioni riguardo la normativa in materia di reati del genere. “Troppi reati ambientali sono considerati minori e puniti con una multa” sottolinea il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani. “Solo in due fattispecie di traffico si va incontro alle pene più severe e all'arresto”. Questo richiama l'attenzione sulla necessità di adeguare la nostra normativa a quella Europea per un inasprimento delle pene. Infatti è in arrivo l'inserimento nel codice penale di quattro nuovi reati tra cui quello di inquinamento ambientale e l'aggravante ecomafiosa.

La situazione, tuttavia, non è solo determinata da traffici illeciti e discariche abusive, ma è generata da un circolo vizioso che parte dal comportamento del singolo. “In base alle nostre stime in Italia la produzione pro capite di Raee è pari a 15-16 chili l'anno, mentre la raccolta è stabile sui 4 chili” fa sapere Danilo Bonato, presidente del CdC Raee e direttore generale di Remedia. A questo si aggiunge anche il problema dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che arrivano, attraverso il mercato illegale, in Africa e Asia dove si recuperano solo i metalli più preziosi. Bonato afferma che “A livello europeo si stima che circa il 10% dei Raee venga esportato illegalmente”.

Tutto questo ovviamente viene fatto in nome di ingenti interessi economici, basti pensare che lo smaltimento illegale di un container di 15 tonnellate di rifiuti pericolosi permette di risparmiare circa il 90% in termini monetari, e a farne le spese è la Natura e la salute umana. “I Raee fanno gola a un ampio ventaglio di organizzazioni” aggiunge Bonato “e il Governo dovrebbe introdurre un pacchetto di misure per qualificare gli operatori, oltre a un sistema di certificazioni che obblighi chi ritira, a conferire i Raee agli impianti di trattamento accreditati presso il Centro di Coordinamento”.

 

 

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