NEWS

10 Settembre 2014 IL COSTO DELLA DISCARICHE. L'ITALIA RISCHIA MULTA PER RICORSO A DISCARICHE ILLEGALI

L'avvocato generale della Ue ha richiesto alla Corte di Giustizia Europea di condannare l'Italia al pagamento di 158mila euro al giorno (a partire dal passaggio in giudicato della causa avviata a fine marzo per i rifiuti della Campania e fino alla piena esecuzione della sentenza del 2007) per il continuo ricorso all'uso di discariche abusive. A questa, ha aggiunto la richiesta di una sanzione forfettaria di 60 milioni di euro. La richiesta iniziale della Commissione era di quasi 257mila euro al giorno, la richiesta costituisce dunque una sorta di sconto nei nostri confronti.
La richiesta non avrà, per la fortuna delle casse dello Stato, carattere retroattivo dal momento che la Commissione Ue ha deciso per procedere gradualmente, dapprima la censura, poi il taglio dei fondi e ora la multa.
Secondo l'avvocato, il nostro Paese non ha rispettato l'obbligo di creare una rete integrata di impianti di smaltimento dei rifiuti, così come richiedeva la direttiva europea del 2006.
E' del 2010 la prima sentenza che ha censurato l'Italia, seguita nel 2013 dalla decisione della Commissione di non versare più i contributi per la gestione dei rifiuti campani che ci è costata circa 50 milioni di euro.
Le norme violate dall'Italia riguardano la vecchia direttiva in materia di rifiuti, quella relativa ai rifiuti pericolosi e quella sulle discariche. Secondo la Commissione nel nostro Paese erano presenti 422 discariche illegali anche se, alla fine, ha contestato solo l'impiego di due impianti illegali (una discarica in Calabria e una al confine tra Puglia e Basilicata).
In questo procedimento non rientrano invece le discariche della Campania attivate per affrontare la situazione emergenziale e di Malagrotta, oggetto di separati procedimenti d'infrazione. Dobbiamo dunque aspettarci ulteriori sanzioni per questi altri due casi non affrontati dal governo italiano che andranno a sommarsi a quelle appena annunciate.
La via per uscire da una situazione di illegalità che, giustamente, viene pagata a caro prezzo, è già tracciata da anni dai comuni ricicloni che hanno progressivamente ridotto il carico di rifiuti indifferenziati da destinare alla discarica. Oltre 1300 comuni di un'Italia volonterosa, dal nord al sud del Paese, hanno anticipato le politiche di gestione dei rifiuti ancora incapaci di dare concrete risposte alle normative comunitarie.
Il parere di Stefano Ciafani, Vicepresidente di Legambiente: "Lo strumento più efficace per combattere lo smaltimento in discarica resta la leva economica. Bisogna premiare economicamente i comuni, le famiglie e le aziende che avviano più rifiuti a riciclaggio, penalizzando invece quelle utenze che non lo fanno. In questo senso è davvero insopportabile il ritardo del ministero dell'ambiente che nel giugno scorso avrebbe dovuto emanare il decreto ministeriale sulla tariffazione puntuale".
 

 

 

CONDIVIDI SU

ARCHIVIO NEWS

Visualizza tutte »2017

Visualizza tutte »2016

Visualizza tutte »2015

Visualizza tutte »2014

Visualizza tutte »2013