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15 Ottobre 2014 LA FRANCIA CERCA DI PORRE UN FRENO ALL'OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

Un segnale forte in termini di sostenibilità è giunto nelle scorse settimane dalla Francia. L'Assemblea Nazionale (uno dei due rami del Parlamento francese), secondo quanto riportato da Le Figaro, ha votato un emendamento dei Verdi che, se approvato in via definitiva, renderebbe la repubblica transalpina il primo paese al mondo ad adottare una legge mirata esplicitamente a reprimere il fenomeno dell'obsolescenza programmata, cioè la pratica di costruire gli oggetti in modo che siano inservibili dopo un lasso di tempo molto più breve di quello che la tecnologia consentirebbe. Una strategia che molte aziende avrebbero adottato per vendere di più.
L'emendamento si inserisce all'interno di un disegno di legge sulla transizione energetica nel quale si definisce come “truffa” anche “la durata della vita del prodotto intenzionalmente accorciata al momento della sua concezione”. In quanto truffa, l'obsolescenza programmata sarebbe quindi sanzionata con multe fino a 37.500 euro e pene detentive fino a due anni, ma se ci saranno conseguenze gravi le sanzioni potranno essere anche più aspre.
“I prodotti che usiamo nella nostra vita quotidiana troppo spesso sono progettati in modo da essere inservibili dopo un certo numero di utilizzi” sottolineano gli autori dell'emendamento, Eric Alauzet, Denis Baupin e Cécile Duflot. La pratica dell'obsolescenza programmata, denunciano “è nefasta per l'ambiente e pesa sul potere d'acquisto dei consumatori”.
Al di là della conseguenza sanzionatoria della proposta, è importante il segnale inviato. Sarebbe, infatti, importante recuperare care e vecchie abitudini ormai desuete: cercare di attivare “circuiti del riuso”, nel caso di beni durevoli ancora funzionanti, oppure valutare in prima istanza l'opzione di riparazione, nel caso di prodotti guasti.

 

 

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