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29 Gennaio 2014 LA “STORIA RICICLONA” DI GENNAIO

Marchio “Comune libero da rifiuti – waste free”
La Regione Marche, attraverso la proposta di legge 334/2013, approvata il 19 novembre 2013, ha proposto l'istituzione di un marchio di qualità ambientale denominato “Comune libero da rifiuti – waste free” che certifica l’operato delle amministrazioni comunali nei confronti delle politiche esercitate, delle azioni svolte e dei risultati conseguiti in merito alla riduzione della produzione dei rifiuti solidi urbani, nel rispetto della programmazione regionale in materia di prevenzione della produzione dei rifiuti.
Il marchio, assegnato annualmente e subordinato all’attuazione da parte dell’ente locale di azioni ed iniziative di riduzione della produzione dei rifiuti solidi urbani prodotti nel territorio comunale, è utilizzabile in ogni iniziativa di promozione o informazione di carattere istituzionale del Comune.
L'assegnazione del marchio è revocabile da parte della Regione nel momento in cui venisse riscontrata la mancanza delle caratteristiche che ne hanno decretato l'assegnazione. Dal canto suo, il comune, redige annualmente un rapporto sul mantenimento o l'implementazione delle azioni di riduzione.
La Regione ha introdotto nella proposta anche un capitolo finanziario per cui i Comuni assegnatari del marchio riceveranno contributi a sostegno delle loro azioni di prevenzione e riduzione. I fondi necessari saranno garantiti dalla destinazione del 2% del tributo regionale di smaltimento in discarica dei RU

Rete regionale Centri del riuso
Regione Marche ha emanato negli anni più bandi a cofinanziamento dei Comuni nei cui territori sono previste le realizzazioni le strutture dei “Centri del riuso” e ha organizzato una rete regionale dei centri articolata e interconnessa con gli ecocentri. Ha inoltre elaborato Linee guida per la costruzione e organizzazione degli stessi.
In linea generale i centri del riuso sono spazi a disposizione di tutti i cittadini che integrano le funzioni degli ecocentri (in prossimità dei quali solitamente sorgono) per favorire il riuso di beni in buono stato.
Nei Centri è possibile portare e/o prelevare, gratuitamente beni di consumo che possono essere riutilizzati per lo stesso scopo per il quale sono stati prodotti.
A mo' di esempio vale la pena di consultare il Regolamento del Centro del Riuso di Pesaro e la relativa brochure informativa.

Prewaste
E' il nome del progetto europeo triennale sulla prevenzione rifiuti portato avanti da una partnership internazionale di 10 soggetti, che vede la Regione Marche nel ruolo di guida e coordinamento di altri nove partner europei, con l’obiettivo di fornire strumenti tecnici e metodologici per supportare le autorità regionali e locali nella programmazione e valutazione delle proprie politiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti.
In particolare sono state individuate 27 best practices europee su cui è stato fatto uno studio di fattibilità circa la loro trasferibilità in altro territorio (qui quella della Regione Marche). Sono stati realizzati un sito web e un web tool in grado di aiutare la Pubbliche Amministrazioni a orientare le politiche di prevenzione, progettare le misure da intraprendere, indicarne i possibili risultati e fornire un sistema di monitoraggio mediante l’individuazione di specifici indicatori.
Obiettivo dichiarato di Prewaste è incrementare l'efficacia delle politiche pubbliche attraverso lo scambio di buone pratiche e lo sviluppo di metodologie e strumenti per l’applicazione delle strategie nei rispettivi contesti locali.

Riduzione della fiscalità generale (L.R. 29 luglio 2013 n. 21)
La Legge Regionale del 29 luglio 2013 n. 21 modifica le disposizioni regionali che disciplinano il tributo regionale di smaltimento in discarica dei rifiuti (L.R. 15/1997), prevedendo che l’addizionale a carico dei Comuni che non hanno raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata non venga applicata se il Comune ha registrato (in seguito a documentate azioni di prevenzione) una produzione pro capite di rifiuti inferiore del 30% alla media del rispettivo ATO. Obiettivo è non gravare sui Comuni che limitano la produzione di rifiuti ma poi si vedono penalizzare dalla normativa esistente per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata.

“La Regione Marche ha lavorato molto in questi ultimi anni sul tema della prevenzione dei rifiuti – commentano Luigino Quarchioni e Francesca Pulcini, presidente e vice presidente di Legambiente Marche - Dopo aver raggiunto buoni risultati nella raccolta differenziata, diventando la migliore Regione del Centro Italia, le Marche hanno iniziato a puntare alla riduzione dei rifiuti anche grazie all'importante protocollo d'intesa firmato con Legambiente Marche, Unioncamere Marche, Upi Marche, Anci Marche e Federambiente proprio per raggiungere questo obiettivo e che ha generato consapevolezza e cultura sul tema della riduzione dei rifiuti. Grazie a questa intesa, negli ultimi anni abbiamo incontrato e premiato moltissime esperienze marchigiane, promosse da enti pubblici, privati cittadini, imprese e associazioni, che si stanno già realizzando nella nostra Regione. Questa nuova sfida non solo ha un grande valore ambientale con la riduzione dei materiali conferiti in discarica, ma ha uno straordinario senso sociale ed economico, che in questo momento così delicato, rappresenta un'opportunità di coesione per l'intera comunità”.

 

 

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