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31 Marzo 2014 LA STORIA RICICLONA DI MARZO

Secondo l’Osservatorio Findomestic, negli ultimi 5 anni è cambiato profondamente l’approccio verso l’acquisto dell’usato. Il 48% degli italiani ha fatto ricorso all’usato e il 41% ha dichiarato di voler incrementare i suoi acquisti in questo settore. Secondo gli studiosi l’espansione dell’usato non dipende dalla crisi, ma dall’evoluzione degli stili di consumo. Chi si rivolge a questo mercato è generalmente giovane e colto, un profilo che corrisponde anche al segmento dei consumatori più attenti (scarica il dossier di Findomestic).
Questo mese vi presentiamo una serie di progetti afferenti ad ambiti diversi tra loro (elettronica, abbigliamento, noleggio e sociale) ma tutti accomunati dall'essere incentrati sulla necessità di non sprecare risorse.


Locloc: la prima community italiana dedicata al noleggio tra privati
Avete una cena importante, ma niente da indossare per l'occasione? Vi serve un trapano il giorno del trasloco oppure l'attrezzatura da campeggio per le due settimane di vacanza?
Niente paura. Non c'è bisogno di correre in negozio a spendere soldi per l'ennesimo acquisto, che useremo magari una sola volta, per poche ore, o addirittura minuti, e che finirà solo per rubare spazio prezioso in casa nostra.
L'alternativa? Farsi prestare ciò che occorre da chi già lo possiede. E' la proposta di Locloc, la prima piattaforma italiana on line di noleggio tra privati che permette di prendere in affitto e di mettere a nolo qualsiasi oggetto, con un costo giornaliero.
Un trapano 12 euro, una racchetta da tennis 2.40, la macchina per fare la pasta 3.60, lo scanner fotografico 4.80... fino all'affitto della casa stessa!
Chi offre guadagna un po' di euro per beni che altrimenti resterebbero inutilizzati in cantine e
ripostigli, chi cerca risparmia, ottenendo ciò che vuole a un prezzo ridotto, in un circolo virtuoso che fa bene anche all'ambiente. Meno oggetti inutili in circolazione oggi, meno spreco di risorse e meno rifiuti da smaltire domani.
Il sistema sfrutta la geolocalizzazione per suggerire tra i vari articoli quelli il più possibile vicini a casa e garantisce massima sicurezza. Prenotato l'oggetto e ricevuta conferma da parte del proprietario, si stipula prima dello scambio un vero e proprio contratto di locazione che comprende anche una copertura assicurativa.
E poi, ci sono i giudizi di chi ha già sperimentato la piattaforma. Sull'esempio dei siti di e-commerce, nella community di Locloc ogni utente ha un profilo completo di recensioni e valutazioni, che gli altri membri possono visualizzare per stabilirne l'affidabilità.
Reputazione e fiducia sono i presupposti di ogni consumo collaborativo. (Fonte: viviconstile.org)


Share, vestire usato fa tendenza
Ha aperto i battenti da circa un mese a Milano uno store per la vendita di abiti usati. Fin qui niente di nuovo. La novità sta nella finalità di questa attività commerciale: i proventi infatti contribuiscono a sostenere progetti sociali a beneficio di persone fragili del capoluogo milanese. Non solo. L’intero progetto di SHARE, e il suo indotto, permettono di dare lavoro a persone svantaggiate (ex carcerati, disabili, rifugiati politici, donne fragili) delle cooperative sociali promotrici.
Negli ambienti di SHARE (Second HAnd REuse), arredati dagli architetti in stile eco-chic e con materiali di riciclo in coerenza con la filosofia del negozio, i clienti trovano vestiti e accessori come fossero nuovi e a prezzi estremamente vantaggiosi, condividendo inoltre – “share” appunto – un importante progetto sociale.
SHARE è nato dall’idea di rendere la moda democratica, solidale e non profit. Si rivolge a consumatori consapevoli e responsabili, che non si accontentano di vestire con stile, ma che attraverso l’abbigliamento, vogliono esprimere un modo di vivere alternativo.
Per questo SHARE non è solo un negozio ma una community. Grazie ai social network (un sito dedicato, una pagina Facebook) i clienti possono verificare, con semplicità e trasparenza, come ogni loro singolo acquisto stia contribuendo ad aiutare i beneficiari del progetto sociale. Inoltre lo stesso spazio commerciale diventerà il fulcro di iniziative sociali e culturali. Sarà, di volta in volta, un laboratorio dove seguire corsi di sartoria e cucito, o la passerella su cui gli stilisti alternativi del critical fashion presenteranno le loro ultime collezioni.
Gli abiti messi in vendita da SHARE sono tutti capi unici per taglia e stile. Provengono da diverse città italiane e dalle principali capitali europee, in particolare dalle piazze di Parigi, Berlino e Amsterdam. Variegato l’assortimento, tutto rigorosamente selezionato e in condizioni perfette.
Con un listino veramente accessibile a tutte le tasche (i prezzi non superano i 12,50 euro), SHARE ha sdoganato il low cost anche nel mercato dell’abbigliamento di pregio. Chi l'ha detto che per un vestito di qualità bisogna spendere molto? Con un po’ di pazienza si può trovare il capo giusto per sé ad un prezzo conveniente e compiere un gesto solidale. Scegliere un vestito di seconda mano non è una scelta di ripiego, ma un nuovo approccio ai consumi che unisce risparmio a solidarietà, rispetto dell’ambiente a utilizzo sociale della ricchezza prodotta.
Nelle intenzioni della cooperativa Vesti Solidale del Consorzio Farsi Prossimo, ideatrice del progetto, c'è quella di replicare l'iniziativa in altre città italiane. Milano, capitale della moda, è un banco di prova per testare la ricettività alla proposta.
Esiste già una rete di cooperative sociali sparse nel Paese pronte ad associarsi al Consorzio Farsi Prossimo e adottare in franchising il marchio SHARE.


“Cambia il finale” e il destino dei rifiuti ingombranti
La multiutility Hera in collaborazione con Last Minute Market ed enti no profit del territorio ha ideato “Cambia il finale”. Un progetto per dare nuova vita agli oggetti ancora utilizzabili e favorire un virtuoso e solidale circuito del riuso, con l’impiego anche di persone svantaggiate.
Sono oltre 215.000 le richieste ricevute dal Servizio clienti Hera, negli ultimi 3 anni, dal 2011 al 2013, per il ritiro a domicilio di 145.000 tonnellate tra ingombranti, grandi elettrodomestici, pc e tv, frigoriferi. Con l'avvio del progetto, una parte di questi beni viene riutilizzata con ovvi benefici ambientali ed economici.
Telefonando al numero verde del Servizio clienti 800.999.500 al cliente vengono fornite le indicazioni per contattare enti no profit del territorio che si sono dichiarati disponibili al riutilizzo degli “ingombranti” del quale il cittadino intende disfarsi, nel caso siano ancora in buone condizioni.
E' inoltre possibile donare agli enti no profit anche quegli oggetti di uso quotidiano che spesso vengono destinati alla raccolta indifferenziata. Le associazioni che al momento hanno aderito al progetto sono 15, mentre sono 94 i Comuni dove il nuovo servizio è stato attualmente attivo.
L’iniziativa di Hera è in linea con le più recenti normative in materia ambientale che mettono al primo posto la prevenzione dei rifiuti e il loro utilizzo, richiedendo quindi un cambiamento culturale e un nuovo approccio ai vecchi concetti di consumo e di rifiuto. L’obiettivo è quello di contribuire a passare dall’attuale modello lineare (produci, usa e getta) ad un nuovo sistema circolare e virtuoso come quello del riciclo. Inoltre, con questo progetto si intende promuovere l’attività di quelle Onlus che recuperano beni non più utilizzati dai cittadini, avviandoli al riutilizzo anche con eventuale attività di rigenerazione, e sviluppare, di conseguenza, ricadute sociali positive. L’iniziativa ha anche il risultato di valorizzare e sostenere il personale svantaggiato che la quasi totalità di questi enti benefici impiega per lo svolgimento dell’attività, con la stipula di accordi con i Comuni, le Aziende Sanitarie, l’Autorità Giudiziaria e i centri di ascolto/assistenza per l’inserimento di persone in difficoltà attraverso l’utilizzo, ad esempio, di borse lavoro, tirocini formativi, reinserimenti lavorativi.


Il vecchio Hi-Fi e lo smartphone di ultima generazione nello stesso negozio
Un'altra esperienza di compravendita di usato, questa volta nel settore tecnologico/elettronico, ha sede nella città di Milano. Si chiama Mister Cash ed un'attività avviata da tre giovani soci che hanno istituito una formula di pagamento in contanti per chi porta il proprio oggetto a contenuto tecnologico rimettendolo in vendita con garanzia. Proprio per soddisfare quest'ultimo importante aspetto, i prodotti ad elevato contenuto tecnologico (ad esempio computer, fotocamere, cellulari), vengono testati per 24 ore.
Superata la fase di test viene corrisposto quanto pattuito con il venditore e l'oggetto viene messo in vendita presso il negozio.
Da Mister Cash si può trovare di tutto: vecchi giradischi e amplificatori per gli amanti del suono prodotto dal vinile, i vinili stessi, le casse audio anni '80 ingombranti ma dalla resa acustica insuperabile. Fino ad arrivare agli Ipod, agli smartphone di ultima generazione, ai tablet e, ovviamente, ai PC. Non mancano anche i pezzi di ricambio, e allora motherboard, schede ram, schede audio e video possono entrare nel carrello della vostra spesa.
L'acquisto dell'oggetto usato è coperto da una garanzia di tre mesi per problemi di malfunzionamento purché non causato da incuria da parte dell'acquirente. La garanzia consiste nella riparazione dell'oggetto a spese di Mister Cash e nella restituzione dell'oggetto funzionante coperto da un ulteriore periodo di garanzia di tre mesi. Nel caso in cui costi e tempi della riparazione. a giudizio del negoziante. vengano ritenuti eccessivamente lunghi o troppo onerosi, il cliente viene completamente rimborsato della spesa sostenuta per l'acquisto.
Spesso gli oggetti messi in vendita sono ancora coperti dalla garanzia originale di due anni emessa dalla casa produttrice. In tal caso al privato che vende l'oggetto (che deve essere ovviamente corredato del relativo scontrino fiscale di acquisto) viene corrisposto quanto pattuito immediatamente, senza che il prodotto venga sottoposto al test di 24 ore. Al nuovo acquirente verrà ceduta la garanzia originale residua della casa produttrice.

 

 

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