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11 Novembre 2014 PROGETTO LIFE RECOIL

L'olio vegetale esausto è considerato un rifiuto non pericoloso, ma se disperso nell'ambiente può essere molto inquinante. Inoltre, un suo recupero sostenibile come prodotto di scarto della frittura, cottura e dei condimenti degli alimenti può essere fonte di vantaggi economici e ambientali.

Da questi presupposti nasce il progetto Recoil che, cofinanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Life+, vede come capo fila Azzero CO2 e come partner di progetto Kyoto Club, Legambiente, Cid Software e Conoe. Avviato nell’autunno del 2011, Life Recoil si propone di realizzare una filiera ottimizzata per il recupero dell'olio vegetale usato in cucina e trasformarlo in energia termica ed elettrica.

A Ecomondo sono stati presentati i risultati raggiunti dal progetto. Il progetto Life Recoil ha permesso di raccogliere complessivamente, in 12 appuntamenti con cadenza mensile, 2.122 litri di olio vegetale usato, evitando di immettere in atmosfera circa 125 kg di CO2 equivalente. In particolare, è stato possibile testare e monitorare la raccolta domiciliare porta a porta dell’olio vegetale esausto in due comuni pilota, Castell’Azzara (GR) e Ariano Irpino (AV), attraverso lo sviluppo di un software realizzato da CID Software Studio. Il risultato della sperimentazione della raccolta domiciliare porta a porta è stato incoraggiante: i 1.500 cittadini di Castell’Azzara (GR) hanno raccolto 910 litri di olio vegetale esausto, con una media annua a persona pari a mezzo litro di olio vegetale esausto raccolto. Nello stesso periodo, i 5.000 abitanti di Ariano Irpino (AV) hanno raccolto 1.212 litri di olio vegetale esausto, con una media annua di 0,24 litri .

I residui di oli vegetali se non smaltiti correttamente possono provocare danni all'ambiente, alla flora e alla fauna: buttati negli scarichi fognari rendono meno efficace il processo di depurazione dell'acqua; sversati direttamente nei corsi d'acqua o in mare creano un velo in superficie che impedisce il naturale scambio dell’ossigeno con l’aria, con gravi conseguenze per gli ecosistemi.

In Italia, dove si stima una produzione di oli vegetali esausti pari a oltre 250mila tonnellate, di cui più della metà prodotte da consumo domestico, la raccolta dell'olio vegetale esausto potrà essere diffusa solo con la modifica della legge attuale (Codice Ambientale Dlg. 205/2010) e grazie ad attività di sensibilizzazione come quella sperimentata con il Progetto Recoil.

“Grazie a progetti come questo – ha dichiarato Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente – si contribuisce a ridurre gli sversamenti degli oli nelle fognature e, al tempo stesso, si recupera una risorsa utile alla produzione di energia rinnovabile. Per questo motivo è fondamentale l'impegno di un'attività di informazione e sensibilizzazione che coinvolga direttamente i cittadini e le pubbliche amministrazioni nella gestione sostenibile dei rifiuti e, per questo, vogliamo continuare a promuovere iniziative come questa affinché si diffonda la pratica della raccolta porta a porta dell'olio vegetale usato. Il nostro auspicio – ha concluso Ciafani - è che sempre più comuni italiani adottino questo percorso”.
 

 

 

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