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11 Marzo 2014 STOP ALL'ACQUA NELLE BOTTIGLIE IN PLASTICA A SAN FRANCISCO

San Francisco torna a far parlare di sé per l'attenzione posta all'ambiente: l'intento della città californiana è di vietare il commercio di acqua nelle bottiglie di plastica. Il consiglio comunale ha votato favorevolmente un'ordinanza che ne vieta l'uso in occasione di eventi organizzati in spazi di proprietà comunale. L'iniziativa fa parte delle azioni che gli amministratori hanno deciso di mettere in campo per arrivare al 2020 senza aver più la necessità di ricorrere alla discarica e all'incenerimento per il trattamento dei propri rifiuti.

Attualmente, negli Stati Uniti, si consumano mediamente 167 bottiglie di plastica pro capite all'anno, pari a 50 miliardi di bottiglie considerando tutta la popolazione degli States e solo il 25% di esse trova la strada del riciclo.

L'iniziativa si sta scontrando con gli interessi dei produttori di bottiglie che, dalla malsana abitudine di consumare acqua imbottigliata, registrano un volume di affari di 60 mld di dollari ogni anno.

L’American Beverage Association (ABA), la lobby dell’industria delle bevande non alcoliche, sta facendo circolare la notizia secondo la quale il divieto non farebbe altro che privare i residenti della città dell’opzione di bere acqua agli eventi pubblici anziché altre bibite meno salutari come quelle gasate. “L’acqua fa bene e la gente dovrebbe essere libera di berla nella maniera che preferisce”, ha dichiarato la ABA in un comunicato stampa. Chiu, il presidente del consiglio comunale e propositore della legge in questione, promette l’installazione di nuove fontanelle d’acqua in giro per la città dove si possano facilmente riempire i contenitori che ci si porta da casa.

La misura proposta da Chiu -- che entrerà in vigore solo se sarà firmata dal sindaco Ed Lee a fine mese - proibirebbe, a partire dal primo ottobre di quest’anno, la vendita di acqua in bottiglie di plastica di dimensioni inferiori ai 620 millilitri durante gli eventi al coperto. E a partire dal 2016 si applicherebbe anche a quelli all’aperto. Sarebbero esenti manifestazioni sportive come le maratone, mentre altre, come il Gay Pride, avrebbero tempo fino al 2018 per ottemperare alle nuove regole.

 

 

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