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05 Marzo 2014 TARIFFA PUNTUALE RIFIUTI. DALLA TEORIA ALLA PRATICA: UN ESEMPIO DI RICOSTRUZIONE TARIFFARIA IN UN COMUNE

Nel nostro Paese sono state, nel tempo, previste diverse forme di finanziamento dei servizi di gestione dei rifiuti oscillando tra tributo e tariffa, prestazioni patrimoniali imposte, etc. Piu` esattamente, lo scenario attuale (anche diacronico) sembra essere il seguente: la Tarsu; la tariffa ‘‘Ronchi’’ nelle sue versioni: TIA 1, TIA 2, TIA sperimentale; la Tarsu che utilizza il metodo normalizzato ex D.P.R. 27 aprile 1999, n.158; la tariffa (mai varata) ex art.238 codice ambientale; la tariffa a corrispettivo (vedasi l’art. 14, c. 11, D.L. n. 201/2011); la Tares (nelle varie ‘‘opzioni’’, invero pasticciate); la (sempre imminente) Tari, ora (sembra, con il maxiemendamento alla ‘‘legge di stabilita`) come ‘‘Iuc’’ (Imposta unica comunale, che racchiudera` tre componenti: l’Imu, di natura patrimoniale; la Tasi quale tributo per i servizi indivisibili e la Tari, tassa sui rifiuti).

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