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28 Gennaio 2014 UNA NUOVA BIOPLASTICA DAGLI SCARTI AGRICOLI

Grazie al polimero dell'azienda emiliano-romagnola, segnalata in occasione del Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente 2013 di Legambiente, si possono produrre materiali con proprietà estremamente differenti e ad elevata prestazione. Il PHAs è particolarmente indicato per la produzione di oggetti attraverso metodi di produzione ad iniezione o estrusione in sostituzione di prodotti altamente inquinanti come PET, PP, PE, HDPE, LDPE. Il biopolimero PHAs di Bio-On è ottenuto da barbabietole da zucchero ed è il risultato dell'accrescimento dei batteri nutriti dai sughi di barbabietola. Tutti i materiali di scarto (modeste quantità) vengono reinseriti nel ciclo produttivo iniziale per nutrire nuove colonie batteriche assieme ai sughi intermedi di barbabietola (Brevetto esclusivo Bio-On). Queste le macro famiglie di prodotti noti con caratteristiche tecniche replicabili da PHAs: Polypropylene (PP), Low density polyethylene (LDPE), High density polyethylene (HDPE), Polyvinylchloride (PVC) - Polystyrene (PS) - Polyetilene (PE) - Polietilene tereftalato (PET). Bio On concede in licenza la possibilità di produrre MINERV-PHA per i seguenti settori industriali: automobilistico, bevande, elettronico, imballaggio, farmaceutico. Il processo di estrazione e purificazione definito da Bio-On ha il grandissimo vantaggio di non utilizzare prodotti solitamente definiti solventi organici, quali acetone, propanolo, metanolo, con i seguenti principali vantaggi: impatto ambientale ridottissimo, perché tutte le sostanze utilizzabili sono depurabili con processi standard di natura biologica, aventi tecnologia consolidata negli ultimi decenni; le strutture e le condizioni di lavoro in cui lavorano gli operatori attualmente impegnati nella ricerca e sviluppo, e coloro che lavoreranno nelle future unità produttive industriali, non avranno alcuna delle problematiche che l’utilizzo di solventi organici comporta, in particolare per ciò che riguardano le esalazioni gassose e le esplosioni; il costo di produzione per unità di peso della bioplastica è assolutamente inferiore a quelli che l’utilizzo di solventi organici comporta, secondo tecnologie di aziende competitor straniere, determinando per Bio-On una posizione di vantaggio sui futuri mercati.

 

 

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