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24 Febbraio 2015 A BELLUSCO E SEVESO, MENO RIFIUTI PRODUCI MENO PAGHI

In questo giro per la Brianza i cui abitanti sono famosi, a torto o ragione, per un certo attaccamento al denaro, troviamo esempi virtuosi di come recuperare più materia dai rifiuti raccolti facendo risparmiare i cittadini coinvolti in un meccanismo di efficienza con risvolti economici positivi.

Nei casi in questione i comuni attraverso i rispettivi gestori del sistema di raccolta dei rifiuti, CEM Ambiente per Bellusco e Gelsia per Seveso, hanno adottato quanto già previsto nel decreto Ronchi del 1997, ovvero di introdurre un sistema di tariffazione in sostituzione di quello di tassazione iniquo e ingiusto (non a caso la campagna di CEM Ambiente è stata chiamata EquoSacco).

Come funziona? Premessa indispensabile è che il comune abbia introdotto un sistema di separazione secco-umido.
Perchè? Perchè è sulla parte del secco (indifferenziato) che verrà commisurata la parte “variabile” della tariffa. Meno rifiuto indifferenziato verrà prodotto dall'utente (quindi maggiore sarà la quantità di rifiuto che lo stesso avrà separato) minore sarà la parte variabile della tariffa da corrispondere.

Ma come si fa a quantificare il secco prodotto? E' su questo aspetto che differiscono i sistemi adottati dai comuni in questione: mentre a Bellusco si usa un “sacco prepagato”, a Seveso si usa un “sacco con microchip”.
Nel primo caso ai cittadini viene distribuito in forma gratuita un quantitativo di sacchi calcolato come sufficiente per il fabbisogno di un anno. Ogni ulteriore richiesta di sacchi avviene dietro pagamento (13 sacchi da 60 litri costano 15,00 euro). Nel secondo caso invece i sacchi per la raccolta del secco associati ad ogni utenza sono dotati di un chip personalizzato Rfid.
In entrambi i casi quindi la quantità di rifiuto è definita in base alla quantità di sacchi conferiti. Dal momento che più è alto il numero di sacchi conferiti maggiore sarà la cifra che il cittadino dovrà corrispondere, è suo interesse separare il più possibile i rifiuti al fine di produrre meno indifferenziato.
I risultati. In entrambi i contesti i risultati sono stati immediati. A Bellusco il rifiuto indifferenziato è diminuito del 41%, a Seveso (nei quartieri dove è in corso la sperimentazione) del 50%. E' importante sottolineare che i due comuni partivano da situazioni differenti: Bellusco, storico comune riciclone, aveva come base una raccolta differenziata pari al 75%, Seveso del 63%.

 

 

In un colpo solo hanno dimezzato i rifiuti da spedire all’inceneritore e quasi raddoppiato la raccolta differenziata. È bastato aggiungere un chip personalizzato Rfid ai sacchi per la raccolta del «secco» abbinato a ogni utente. E i risultati, in poche settimane di sperimentazione in un quartiere di Seveso (in provincia di Monza Brianza), hanno fatto il boom toccando l’asticella dell’80% di quota riciclabile. Un risultato che porterà a un alleggerimento della tariffa. Un modello per l’Italia La sorpresa arriva dalla città brianzola, ferita 40 anni fa dalla tragedia della diossina e che ora si propone come modello in Italia per la gestione dei rifiuti grazie al supporto della partecipata Gelsia Ambiente. L’operazione, proceduta da una lunga campagna di formazione tra i cittadini che ha coinvolto anche i bambini - è partita con la distribuzione a dicembre scorso di un kit di sacchi speciali blu trasparenti dotati di un chip elettronico collegato a ogni azienda o nucleo famigliare.

 

 

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