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07 Gennaio 2015 CRESCE L'INDUSTRIA DELLE BIOPLASTICHE

Le bio plastiche prodotte nel 2013 sono state 1,62 milioni di tonnellate ma per il 2018 si prevedono volumi per 6,73 milioni con un incremento percentuale superiore al 400%. A crescere saranno soprattutto le bioplastiche non biodegradabili ottenute da risorse rinnovabili come bioPet e polietilene da bioetanolo che si stima passeranno da 1 a 5,6 milioni di tonnellate annue, mentre le biodegradabili, attualmente prodotte in 670mila tonnellate annue, raddoppieranno.

L’Asia vedrà crescere la propria leadership e la sua capacità produttiva, oggi quantificata nel 52%, crescerà al 76% ne 2018, mentre l’Europa scenderà dal 17 al 7,6%, Nord America dal 18 al 4,3% e il Sud America rimarrà stabile intorno al 12%.

Gli ambiti applicativi delle bioplastiche riguarderanno soprattutto il packaging.

Nel corso dell’evento è stato sottolineato il ruolo dell’economia circolare svolto dalle bioraffinerie integrate che sviluppano sinergie tra agricoltura, territorio, ricerca e industria per dar vita a nuovi prodotti sostenibili. Un esempio concreto di questo nuovo modello è rappresentato da Matrìca, la joint-venture paritetica tra Novamont e Versalis nata per riconvertire il petrolchimico di Porto Torres, in Sardegna, in una bioraffineria con una filiera agricola integrata.

La tecnologia di Novamont non utilizza ozono nella reazione di scissione ossidativa dell´olio vegetale, ma intermedi come l’acido azelaico e l’acido pelargonico. L’acido azelaico, oltre a prestarsi ad una vasta gamma di utilizzi, rappresenta la base del Mater-Bi® di terza generazione, caratterizzato da un maggior contenuto di risorse rinnovabili, basse emissioni di gas serra “cradle to grave”. I nuovi impianti di Matrica realizzati con un investimento di circa 180 milioni di euro hanno una capacità complessiva di circa 70mila tonnellate l´anno.

 

 

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