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30 Giugno 2016 «BASTA DISOMOGENEITÀ, PAESE UNITO VERSO ECONOMIA CIRCOLARE»

 «L’Italia della raccolta differenziata viaggia ancora a diverse velocità». È questo uno dei problemi principali da affrontare per quanto riguarda la gestione dei rifiuti nel nostro Paese secondo il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Problema dovuto alle varie normative regionali in materia che portano, ovviamente, ad una «confusione generata da strumenti di calcolo differenti da una Regione all’altra – prosegue il ministro – cui segue un’ovvia difficoltà nel rendere omogenea l’applicazione del tributo. Queste linee guida nazionali sono funzionali a portare tutto il nostro Paese verso l’economia circolare, adeguandolo agli standard europei di differenziata e superando la realtà delle discariche in cui purtroppo va ancora gran parte dei rifiuti nazionali».
Un decreto del ministro dell’Ambiente pubblicato il 24 giugno in Gazzetta Ufficiale introduce, per la prima volta, linee guida nazionali per un metodo di calcolo unico della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, cui tutte le Regioni dovranno attenersi nel dotarsi dei propri metodi di calcolo e di certificazione. Il decreto, che attua l’articolo 32 del Collegato Ambientale, permetterà un reale confronto dei risultati tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale e tra i Comuni, calibrando i tributi comunali a seconda dei livelli di raccolta raggiunti e certificati dalle Regioni.
Tra le novità, anche la possibilità di conteggiare il compostaggio domestico nella raccolta differenziata e di considerare nel calcolo tutti i rifiuti che sono conferiti nei centri di raccolta comunali: ciò, come viene specificato nel testo, potrà avvenire solo nei comuni che abbiano disciplinato questa attività e possono quindi garantire la tracciabilità e il controllo.
In questo modo si vuole uniformare il sistema di gestione dei rifiuti per portare l’Italia sulla strada dell’economia circolare, un’opportunità per tutto il Paese per guardare a ciò che gettiamo non più come rifiuto ma valorizzandolo come risorsa (consentendo quindi anche un risparmio di materie prime) e come strumento di salvaguardia ambientale.

Per il testo del decreto clicca qui.

 

 

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