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07 Aprile 2016 DIFFERENZIARE DI PIù CONVIENE

Per le utenze non domestiche invece, i dati sono variabili in funzione del tipo di attività. Molte di queste hanno raggiunto risultati soddisfacenti, mentre, per alcune attività tipo bar e ristorazione, la produzione di rifiuto residuo è andata oltre la media e circa la metà delle utenze ha effettuato svuotamenti superiori alla media prevista per determinare la tariffa.

Questi dati sono stati comunicati in una conferenza stampa indetta presso il Municipio dall’assessore Gabriele Folli col responsabile di IREN Luigi Zoni, per illustrare gli effetti sulla bolletta dei rifiuti nel primo semestre di applicazione della tariffazione puntuale.

“Per le utenze domestiche i risultati sono molto soddisfacenti – ha detto l’Ass. Folli – perché quasi la totalità delle famiglie registra un risparmio rispetto all’anno precedente, che si tradurrà in uno sconto di circa 20 euro (per chi non ha superato il numero minimo) sulla fattura di conguaglio. Per quanto riguarda le utenze non domestiche – ha continuato – il risparmio si registra in circa il 50% dei casi per alcune categorie quali bar e ristoranti, ma si può fare meglio”. Folli ha quindi ricordato che la raccolta differenziata è arrivata al 72% e che gli abbandoni di rifiuti si riducono a circa un chilogrammo all’anno per abitante, pochi, ma purtroppo molto visibili.

Il sistema di tariffazione puntuale, già adottato con successo in altre realtà italiane, fonda proprio il suo principio sull’equità della distribuzione dei costi del servizio incentivando i comportamenti virtuosi con sconti in bolletta e maggiori oneri per chi conferisce più rifiuto non riciclabile.

Vi sono però ampi margini di miglioramento per tutti se si effettua una corretta separazione tra rifiuti recuperabili e indifferenziato con benefici e ricadute positive per portafoglio e ambiente. Da analisi merceologiche fatte sul rifiuto residuo risulta infatti che all’interno troviamo ancora materiali recuperabili come plastiche (30%), organico (10%), carta e cartone (11%), legno (6%) e tessili (16%), che, se correttamente avviate a riciclo, non rappresentano più un costo per il sistema ma diventano risorse valorizzabili.

Fra le categorie più numerose di utenze non domestiche, si segnalano in particolare gli ottimi risultati registrati da uffici, agenzie e studi professionali, che nell’85% dei casi stanno sotto la soglia media prevista dal sistema di misurazione puntuale (quindi con risparmio sulla bolletta dei rifiuti). Analogo discorso vale per negozi di abbigliamento, librerie, ferramenta, che si attestano sull’83% dei casi positivi, e ancora per autorimesse, magazzini, artigiani (falegnami, idraulici, elettricisti, parrucchieri), ma anche ospedali che risultano “virtuosi” all’incirca nel 70% dei casi.

La percentuale scende invece sotto il 50% per le attività industriali, i distributori e i bar, fino ad arrivare alla voce “ristoranti, trattorie, pizzerie” e alberghi, in cui solo il 29% degli esercenti riesce ad ottenere il massimo sconto possibile rispetto a prima sulla bolletta dei rifiuti.

In via generale, comunque, si può affermare che l’introduzione della tariffazione puntuale per i rifiuti residui è stata economicamente conveniente per la maggioranza dei cittadini fin dal primo semestre di attuazione.

 

 

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