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24 Febbraio 2016 ECCO I RICICLONI DELLA BASILICATA!

La “marcia di avvicinamento” della Provincia di Matera alla Provincia di Potenza, che ha caratterizzato il trend delle raccolte differenziate negli anni passati si è interrotta per effetto delle brusche frenate di molti comuni del materano che, sebbene negli scorsi anni abbiano fatto registrare importanti risultati, hanno avuto una battuta di arresto che non gli ha permesso di progredire sulla strada intrapresa. Il risultato è una Provincia di Potenza che sopravanza di 11 punti quella di Matera grazie allo straordinario contributo del sistema dei Comuni dell’Alto Bradano e di altri Comuni che ne hanno seguito l’esempio.

Sono 11 i Comuni Ricicloni lucani che conquistano l’ambìto riconoscimento per avere superato la soglia del 65% prevista dalla legge nel corso del 2014. Banzi, Abriola, Pignola, Montemilone, Acerenza, Genzano di Lucania, Pietragalla, Palazzo San Gervasio, Forenza, Cancellara, Tito.

Ancora oggi 58 Comuni lucani, per un totale di poco più di 150.000 abitanti, sono al di sotto del 20% e solo 24 Comuni, per un totale di circa 130.000 abitanti, hanno un dato superiore al 50% di raccolta differenziata. Sono dati preoccupanti che vanno sottolineati perché evidenziano purtroppo come la grande maggioranza dei Comuni lucani di fatto ancora non ha avviato un vero sistema di raccolte differenziate nel loro territorio, oppure lo ha fatto solo simbolicamente.
Nonostante negli ultimi anni il sistema sia collassato più volte, con dei veri e propri black out, con la spazzatura che si accumulava nei cassonetti e per le strade, senza che ci fosse la possibilità di effettuare la raccolta per la temporanea assenza di siti di smaltimento, la situazione da allora non è cambiata, tanto che la Basilicata ancora oggi smaltisce il 64% dei rifiuti fra discariche ed inceneritori. Il sistema impiantistico lucano è tutto al servizio della gestione del “tal quale”: discariche, impianti di biostabilizzazione che producono “compost grigio”, impianti per la separazione meccanica dell’indifferenziato, inceneritore. Mancano dunque gli impianti di compostaggio per consentire ai Comuni che si sono avviati sulla strada del “porta a porta” di gestire in regione la frazione organica.

Si attende il piano di gestione dei rifiuti che la stessa Regione Basilicata dovrebbe licenziare nei prossimi giorni. “Il nuovo piano – dichiara Alessandro Ferri, Presidente di Legambiente Basilicata – vorremmo che sia in grado di stabilire con chiarezza modalità, strumenti e tempi per la realizzazione degli impianti di cui la Basilicata ha urgente bisogno per portare a compimento gli sforzi di quei comuni che, pur in assenza di un piano regionale, hanno intrapreso percorsi in linea con le richieste del legislatore nazionale, che vuole – conclude Ferri – il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata ma che, in un contesto di generale inefficienza, non riescono a sostenerne i costi e sono costretti a “scaricarli” interamente sui cittadini. È necessario mettere in piedi un sistema di incentivi e disincentivi che premi amministrazioni e cittadini virtuosi e penalizzi chi produce troppi rifiuti e non differenzia. Ci aspettiamo infine che venga favorito l’accesso ai dati e che sia previsto un sistema per controllare i flussi dei rifiuti urbani e ancor più di quelli speciali, di cui allo stato attuale non è dato sapere che fine fanno.
 

 

 

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