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23 Febbraio 2016 LA PLASTICA NON E' TUTTA UGUALE!

Il nuovo Contributo Ambientale verrà modulato sulla base di tre parametri fondamentali: la facilità di selezione degli imballaggi dopo il conferimento per il riciclo, l’effettiva riciclabilità - valutate sulla base delle tecnologie disponibili industrialmente note - e il circuito di destinazione (domestico o commercio/industria).

Per arrivare a questo importante traguardo sono state analizzate circa 60 tipologie di imballaggi in plastica, e classificate quindi in tre categorie alle quali corrisponderanno altrettanti valori del Contributo Ambientale: godranno dei valori più bassi gli imballaggi maggiormente selezionabili e riciclabili, pagheranno maggiori oneri gli imballaggi più “difficili”.

“Sono orgoglioso del lavoro fatto e del traguardo raggiunto” ha detto Roberto De Santis, Presidente di CONAI, “essendo da tempo convinti di come il contributo unico per materiale non premi adeguatamente la ricerca e l’impegno verso imballaggi più orientati all’economia circolare. Abbiamo deciso di cominciare dagli imballaggi in plastica, il materiale più complesso per la varietà delle tipologie e per le tecnologie di selezione e di riciclo; in seguito potremo andare avanti sugli altri materiali”.

La decisione è maturata dopo un complesso, ma necessario, approfondimento con le Associazioni delle aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggio ed una campagna di analisi delle aziende produttrici che dichiarano tipologie e quantità dei loro imballaggi.

L’implementazione del progetto maturerà presumibilmente entro 12 mesi, dopo il necessario adeguamento dei sistemi informativi ed un periodo di test per le imprese. I differenti valori del Contributo Ambientale verranno definiti dopo tale periodo, segnato da forte volatilità delle quotazioni delle materie prime seconde.

 

 

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