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07 Aprile 2016 LA TARIFFA ARRIVA ANCHE A SOLIERA

1) La tariffa rifiuti: in quale misura i cittadini coprono i costi del servizio? E il gestore, che ritorno ha?

Dal 1997, con il decreto Ronchi (D.Lgs. 22/1997), il sistema di finanziamento comunale della gestione dei rifiuti e della pulizia degli spazi comuni ha l’obiettivo della copertura economica al 100%, da parte degli utenti, dei costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

Ciò significa - che si parli di tariffa (TIA) o che si parli di tributo (TARI) - che gli utenti pagano per quanto usufruiscono del servizio.

Per legge, il servizio di raccolta rifiuti non conferisce utile al gestore; pertanto eventuali risparmi e i ricavi ottenuti dalla gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti (economie, vendita dei materiali recuperabili, finanziamenti, ecc…) vanno a vantaggio diretto dei cittadini, contribuendo ad abbassare i costi del servizio e, di conseguenza, delle bollette!

2) In che modo viene distribuita la copertura economica totale dei costi tra le utenze? Quali saranno le differenze con l'introduzione della tariffa puntuale?

Anzitutto occorre precisare che, sempre restando in regime di TARI, la legge consente di introdurre un sistema di tariffazione puntuale, cosiddetta TARI CORRISPETTIVO, per quei Comuni in cui si applica la misurazione del conferimento dei rifiuti, per ogni utenza. Con la TARI CORRISPETTIVO si torna ad avere una tariffa e non più tributo, elemento non secondario per le attività produttive e le imprese che, attraverso la tariffa, possono detrarre l’IVA. Con l’applicazione della TARI CORRISPETTIVO, s'introduce un modo diverso di distribuire la copertura dei costi variabili tra gli utenti, attraverso il sistema di misurazione dei conferimenti del rifiuto indifferenziato, che consente di fare pagare ogni utenza in base a quanto rifiuto indifferenziato produce.

Anche la tariffa puntuale, deve garantire la copertura di tutti i costi necessari per l’erogazione del servizio ed è composta da una parte fissa e una parte variabile.

Per le utenze domestiche, la parte fissa, serve a coprire i costi delle pulizie degli spazi pubblici, dei costi fissi di tutte le raccolte differenziate (carta, plastica, vetro, organico, potature, etc.), degli investimenti e dei costi di gestione e di struttura.

A differenza della TARI, nella parte fissa non si terrà più conto delle superfici degli immobili, ma soltanto dei componenti del nucleo famigliare. Anche questa è una novità importante: non si pagherà più in base ai metri quadrati della propria abitazione, ma in base a quanto si usufruirà del servizio.

La parte variabile, è determinata in ragione della quantificazione volumetrica (litri) del rifiuto residuo secco conferito ed è previsto un numero minimo di svuotamenti/anno in base al numero dei componenti del nucleo famigliare.

3) Quanti sono gli svuotamenti minimi all’anno previsti e perché vengono già inseriti in tariffa?

Il numero di svuotamenti minimi previsti annualmente sono parametrati in base al numero dei componenti del nucleo famigliare +1. Quindi, ad esempio, per una famiglia di 4 persone si prevedono 5 svuotamenti minimi all’anno.

Lo svuotamento minimo è uno strumento contabile utilizzato nei Comuni che applicano la tariffa puntuale con raccolta domiciliare, per evitare che alcune utenze per risparmiare sulla parte variabile non conferiscano mai il rifiuto indifferenziato, magari portandolo altrove, cosa non consentita.

4) Perché per la parte variabile si calcola il volume, misurando gli svuotamenti del rifiuto indifferenziato, e non il peso?

Il servizio di raccolta rifiuti porta a porta ha molti vantaggi in termini di miglioramento della raccolta differenziata, di qualità dei rifiuti da recuperare e di riduzione del rifiuto indifferenziato; è però un servizio più costoso, rispetto alla raccolta stradale a cassonetto, perché impiega più persone e più mezzi. È quindi fondamentale, attuare sistemi di raccolta che non comportino aumenti significativi di costi.

Misurare gli svuotamenti, quindi applicando un valore ad ogni singolo svuotamento, riduce i costi della tariffa, perché ogni utenza espone il proprio bidone dell’indifferenziato soltanto quando è pieno.

In pratica, nei giorni di raccolta non saranno esposti tutti i contenitori, ma soltanto quelli pieni; questo sistema fa sì che i costi del servizio raccolta rifiuti siano più bassi, perché gli operatori impiegheranno meno tempo per svuotare i bidoni, e quindi garantisce che la tariffa rimanga contenuta, cosa che naturalmente non sarebbe possibile se la parte variabile fosse calcolata a peso.

Visto che, per legge, tutte le economie che si ricavano dal servizio di raccolta rifiuti non vanno a vantaggio del gestore, ma della tariffa, i minori costi si traducono automaticamente in un vantaggio economico per i cittadini.

5) Con la tariffa puntuale, chi fa bene la raccolta differenziata risparmierà?

L'applicazione della tariffa puntuale si basa sul principio europeo "chi inquina, paga", ovvero di attribuire i costi laddove vengono generati. È un principio che premia i comportamenti virtuosi, ma non solo, perché introduce un principio di equità nei consumi, come per le altre utenze domestiche, come gas, luce e acqua: ogni utenza pagherà per quanto rifiuto indifferenziato produce, così come per quanta acqua consuma, etc.

Fino ad oggi, questo non era possibile, perché la TARI era calcolata in base a parametri fissi e non in base ai comportamenti.

6) Perché si misura il conferimento dell'indifferenziato e non dei rifiuti differenziati? Perché si raccoglie a domicilio anche la carta? Sulle raccolte domiciliari dei rifiuti differenziati, è previsto un costo?

Il rifiuto indifferenziato non è recuperabile: infatti, al contrario degli imballaggi di plastica, carta, vetro e organico, non è possibile recuperare materia dalla parte indifferenziata, né trarne benefici economici. Per questo è importante differenziare bene ciò che si può recuperare, perché i profitti dalla vendita dei materiali e dal sistema dei contributi (Conai) riducono i costi della tariffa ai cittadini, mentre la frazione secca non recuperabile costituisce un costo per lo smaltimento, oltre a produrre un impatto sull’ambiente.

Da novembre, per le zone di nuova estensione del servizio, e dal 19 gennaio di quest’anno per chi faceva già raccolta porta a porta, la raccolta della carta sarà domiciliare.

Negli ultimi anni, dalla raccolta del cassonetto stradale della carta, si è notato un peggioramento della qualità del rifiuto, troppo spesso inquinato da altri materiali (plastica, indifferenziato, …). Questo produce indirettamente un danno per i cittadini, perché se la qualità dei conferimenti è scarsa, tutto il rifiuto contenuto nel cassonetto non viene accettato negli impianti di selezione, quindi viene interamente portato in discarica, con costi maggiori che si ripercuotono sulla tariffa e sull’ambiente. La carta, invece, è un materiale che è valorizzato nel mercato del recupero, per cui è importante assicurarne la buona qualità dei conferimenti, per riciclare più carta possibile.

Il conferimento di maggiori o minori quantità di frazioni differenziate non determina maggiori costi per il singolo utente. Maggiore sarà la quantità di rifiuti recuperabili raccolti, minore sarà il costo totale del servizio.

7) Gli incentivi per i conferimenti dei rifiuti al centro di raccolta e per il compostaggio domestico, rimangono?

Tutti gli incentivi previsti per i conferimenti dei rifiuti differenziati (piccoli elettrodomestici, olii esausti, potature, …) al Centro di Raccolta sono confermati, così come è confermato lo sconto del 30% per chi, rinunciando al servizio di raccolta dell’organico, sceglie il compostaggio domestico. Chi non avesse la compostiera, può farne richiesta ad Aimag, che la fornisce gratuitamente.

Rimangono confermati anche gli incentivi per l’acquisto dei pannolini lavabili e per le attività commerciali che non installano slot-machine.

8) Per la raccolta dei pannolini dei bambini, pannoloni per anziani e malati, è previsto un servizio speciale?

Per la raccolta dei pannolini pediatrici usa e getta, per bambini di età fino a 2 anni e 6 mesi, così come per pannoloni usa e getta, traversine, per malati allettati o anziani, è previsto un servizio speciale, su richiesta delle utenze al gestore. Il servizio permette un giro di raccolta specifico, ulteriore rispetto a quello dell’indifferenziato ed ha una tariffa ridotta del 75%.

9) Quanto costa il singolo svuotamento del cassonetto indifferenziato e quanto incidono parte fissa e variabile nella tariffa?

L’esatta determinazione di questo valore nasce dal conteggio della effettiva volumetria di contenitori del secco consegnati all’utenza. In linea di massima il costo a svuotamento per una famiglia, del bidone da 120 litri grigio, dovrebbe variare in un range tra 12 e 20 euro.

10) Esistono esperienze simili a quella di Soliera? Con quali risultati?

Esistono diverse esperienze del tutto simili alla nostra, in particolare in Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige dove applicano questo modello da diversi anni. Proprio per l’importante esperienza sviluppata, ci siamo rivolti a Contarina, un’azienda che si occupa della gestione del servizio rifiuti nella provincia di Treviso e serve con questo sistema oltre 500.000 abitanti, con risultati molto importanti (alta percentuale di raccolta differenziata e bassa produzione pro capite di rifiuto indifferenziato).

83% di raccolta differenziata (Soliera 69%)

53 kg/anno di rifiuto indifferenziato prodotto per abitante (Soliera 135 kg/anno per abitante)

Anche sotto un profilo strettamente economico, la tariffa applicata nell’ambito provinciale di Treviso è nettamente sotto la media nazionale. Dall’introduzione della tariffa puntuale ad oggi, il costo per gli utenti è ulteriormente calato.

Ulteriori esperienze analoghe a quella solierese sono in corso a Mantova e, per quanto concerne l'Emilia-Romagna, in diversi comuni della provincia di Parma, compresa - dal 2013, in fase sperimentale - Parma città. Soliera, insieme con Novi di Modena, saranno i primi Comuni ad applicare questo sistema innovativo nella Provincia di Modena.

 

 

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