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26 Maggio 2016 NUOVA VITA PER LE CAPSULE DI CAFFÈ

Nel 2011 è stato avviato il progetto The Positive Cup, rinnovato poi nel 2014 grazie ad un accordo fra Nespresso, CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio), Federambiente e il CIC (Consorzio italiano Compostatori). Il progetto nasce come strategia sostenibile di Nespresso per legare la filiera del caffè al benessere sociale dei produttori e per recuperare parte dell’alluminio utilizzato per le capsule.
Dopo cinque anni dall’avvio del progetto si tracciano i primi risultati: nel solo 2015 la raccolta è cresciuta del 10% rispetto all’anno precedente che, tradotto in cifre, significa 419 tonnellate di capsule in alluminio conferite dai cittadini presso i punti di raccolta appositi. L’accordo prevede che le capsule vadano riconsegnate dai cittadini in 36 negozi Nespresso e 46 isole ecologiche su tutto il territorio nazionale, che siano raccolte e trattate in modo da separare l’alluminio e il caffè residuo, avviando entrambi i materiali a distinti processi di recupero e valorizzazione.
Grazie al supporto del CiAl, l’alluminio raccolto viene riciclato completamente per poi essere reinserito nel ciclo produttivo e quindi nella quotidianità dei cittadini, diventando oggetti d’uso quotidiano, come ad esempio la moka per il caffè. I residui organici (quindi il caffè residuo nella capsula) vengono trasformati in compost, poi utilizzato in un appezzamento di terreno destinato a risaia ed individuato in accordo con l’Unione Agricoltori Pavia. Tutto ciò ha consentito la produzione di 268 quintali di riso che è stato acquistato direttamente da Nespresso per essere donato alla Fondazione Banco Alimentare Onlus che lo distribuisce, attraverso enti caritativi, a persone in difficoltà.
The Positive Cup si inserisce all’interno di un progetto di economia circolare che mira a valorizzare l’esistente, a recuperare il rifiuto e quindi reintrodurlo nella nostra quotidianità, con un doppio risultato: da un lato consentendo un risparmio di materia e di energia dal momento che, riciclando l’alluminio, si risparmia il 95% dell’energia utilizzato per produrlo ex-novo, dall’altro dà un contributo importante dal punto di vista sociale, con un aiuto diretto, attraverso il Banco Alimentare, alle famiglie che lo necessitano.

 

 

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