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10 Maggio 2016 OLI VEGETALI ESAUSTI? RECUPERIAM(OLI)

Uno degli errori comuni che facciamo quotidianamente, senza nemmeno rendercene conto, è quello di gettare l'Olio Vegetale Esausto (O.V.E.) negli scarichi domestici senza pensare ai gravi danni che queste sostanze provocano nelle condotte di casa, nelle fosse biologiche e negli scarichi fognari, causando ostruzioni che impediscono il corretto funzionamento degli stessi. I corsi d'acqua soffocano sotto il sottile strato che gli oli creano sulla superficie, impedendone l'ossigenazione e quindi causando danni irreparabili all'ecosistema fluviale. Inoltre la dispersione di oli esausti influisce anche sulle comunità locali in termini economici dal momento che smaltirne un litro all'interno dei depuratori cittadini ha un costo di 50 centesimi, che si traduce in centinaia di migliaia di euro che le amministrazioni locali devono spendere togliendo risorse ad altri settori.
A tutto ciò ha cercato di porvi rimedio la MPoli srl, società con sede ad Alba (CN), attraverso il progetto RecuperiamOli, che mira non solo a ridurre al massimo la dispersione degli oli vegetali a fine vita, ma anzi li rigenera impiegandoli nell'industria chimica per la produzione di acidi grassi, glicerina, saponi, bio-diesel e per generare elettricità e calore.
“Questo progetto è completamente gratuito – ci tiene a precisare il presidente Massimo Perletto - non ha alcun costo per amministrazioni e cittadini”. Superate le difficoltà iniziali, a giugno 2013 la MPoli ha avviato il suo progetto nel territorio della provincia di Cuneo tramite azioni dirette nel Consorzio Albese Braidese Servizi Rifiuti (COABSER) e nel Consorzio Ecologico Cuneese (CEC). Per quanto riguarda le sole utenze domestiche, RecuperiamOli ha permesso di raccogliere 40 mila kg di oli vegetali esausti che si vanno ad aggiungere a quelli raccolti dal coinvolgimento nel progetto delle attività commerciali (in questo caso vengono coinvolte attività anche delle province di Torino, Asti, Savona e Imperia) e porta il totale ad oltre 500 mila kg di materiale recuperato.
Questo progetto guarda al futuro, si autofinanzia, eliminando i costi a carico della collettività, e, soprattutto, contribuisce in maniera decisiva a diffondere l'idea che ciò che spesso viene considerato rifiuto non è qualcosa di oramai inutilizzabile, anzi si tratta di una risorsa che ha semplicemente cambiato il proprio valore e che ha acquistato una funzione diversa da quella iniziale, contribuendo in maniera decisiva alla salvaguardia dell'ambiente.

Per saperne di più: www.mpoli.it

 

 

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