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05 Ottobre 2016 PIANO REGIONALE RIFIUTI IN CALABRIA. LE OSSERVAZIONI DI LEGAMBIENTE E ZEROWASTE

Tra i diversi punti evidenziati nel documento elaborato, quello sulla produzione dei rifiuti pone diverse domande: innanzitutto non si comprende come mai la Regione abbia utilizzato i dati del 2014 (trascrivendoli anche in modo approssimativo ed impreciso) e non quelli aggiornati al 2015 relativi all’elaborazione dei MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) dove, infatti, da una prima analisi, risulta una produzione di rifiuti indifferenziati di 591.078 t. con una diminuzione del ricorso alle discariche di 58.652 t, passando da 650.433 t a 591.078, che porta la RD al 27%.

Nel 2016 è del 72% la popolazione calabrese che ha avviato la raccolta differenziata. Dati che confermano l’assoluta necessità di potenziare le raccolte differenziate domiciliari e di realizzare una adeguata impiantistica di supporto finalizzata a valorizzare detti flussi (frazioni secche riciclabili e frazioni biodegradabili).

 

Altro punto è la nuova pianificazione sulla gestione dei rifiuti urbani. Le Aree di Raccolta Ottimali, ARO, sono indicate nel Piano con tutte le società miste che sono, in larga parte, fallite e che hanno dimostrato la totale incapacità di un tale sistema di gestire il ciclo integrato dei rifiuti. Riproporre quanto fatto dalla gestione commissariale non è più sopportabile e condivisibile. La gestione dei rifiuti muove ingenti risorse e attira gli interessi anche delle ecomafie e non possiamo permettere che il territorio sia ulteriormente devastato da affaristi di ogni genere che hanno già, per tutta la gestione commissariale, sperperato un miliardo di euro senza portare ad una gestione accettabile della raccolta degli RSU, rifiuti solidi urbani.

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