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16 Maggio 2016 RACCOLTA RAEE, LA LIGURIA CRESCE ED INVERTE LA ROTTA

 Durante una conferenza stampa nella sede della Regione Liguria, l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone ha presentato, insieme al direttore generale del centro di coordinamento RAEE Fabrizio Longoni, il “Dossier 2015 sulla gestione dei rifiuti e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)”.
"Sulla raccolta dei Rifiuti elettrici ed elettronici – ha affermato l’assessore – abbiamo raggiunto un obiettivo importante con un incremento, registrato nel 2015 rispetto all'anno precedente, superiore al 5% che posiziona la Liguria tra le regioni più virtuose in questo settore”. Tuttavia la raccolta di questo genere di rifiuto rappresenta solo una piccola parte del settore e durante la conferenza stampa non sono mancati momenti di autocritica verso un sistema di gestione dei rifiuti che colloca la Liguria abbondantemente al di sotto delle regioni circostanti per quanto riguarda la raccolta differenziata. “I risultati sui RAEE – prosegue Giampedrone – devono essere d'esempio e di stimolo. Per troppo tempo in Liguria si è pensato al rifiuto come un vincolo e non come una risorsa: oggi dobbiamo arrivare ad una svolta, culturale e non solo, su questa partita molto impegnativa. Con l'approvazione, lo scorso anno, della nuova legge sui rifiuti, abbiamo avviato una battaglia che stiamo ancora combattendo per cercare di arrivare almeno al 45% di raccolta differenziata così da essere allineati con le altre regioni italiane. E' in fase di rinnovo l'accordo con il Piemonte per poter portare fuori provincia i rifiuti genovesi ma questo costa moltissimo ai cittadini. Io vorrei poter arrivare a trattare in casa, in tutta la Liguria, almeno l'organico differenziato in modo corretto: questo consentirebbe di abbattere di almeno il 30% il nostro monte rifiuti e conseguentemente far diminuire le tariffe".
L’idea della giunta è quella di una gestione del sistema rifiuti che prevede una cooperazione tra pubblico e privato, “una dichiarazione di pubblico interesse da parte delle Province su determinati siti individuati insieme ai Comuni sui quali, come nei casi di Imperia e La Spezia, le due Provincie più avanti sull'impiantistica futura, si fa un project financing per attrarre investimenti privati da affiancare alla quota pubblica” in quanto le società pubbliche non possono da sole garantire gli investimenti di cui la Regione avrebbe bisogno per dotarsi di un’impiantistica adeguata alle proprie necessità, principalmente di biodigestori per il trattamento dell’organico.
“Ciò che in Liguria non si può più tollerare – ha concluso l’assessore – è rimanere fermi proseguendo esclusivamente la politica delle discariche senza aumentare la raccolta differenziata e senza avere un'adeguata impiantistica, al passo coi tempi».

 

 

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