NEWS

30 Novembre 2017 ITALIA PRIMA IN EUROPA PER LA PERCENTUALE DI OLI ESAUSTI AVVIATI A RIGENERAZIONE

Oltre 177mila tonnellate di olio lubrificante usato raccolte nel 2016, il 98% delle quali avviate al riciclo tramite rigenerazione: sono alcuni dei dati che emergono dal Green Economy Report del Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati (CONOU), curato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e presentato nel corso di Ecomondo 2017.

In un solo anno la raccolta è passata da 167mila a 177mila tonnellate: un aumento del 7% che ha avuto importanti ricadute in termini di salvaguardia ambientale; se fossero state tutte sversate in acqua, queste 10mila tonnellate avrebbero potuto inquinare una superficie pari a 50 volte il Lago di Garda. L’incremento è dovuto anche al consumo di lubrificanti nel nostro Paese, che dopo anni di flessione ha registrato nel 2016 un aumento del 4,4%.

Le imprese del sistema CONOU hanno recuperato il 44% del totale immesso al consumo in Italia: un dato vicino al 100% del potenziale raccoglibile, considerando che una parte rilevante degli oli si perde durante l’utilizzo. Delle 177.000 tonnellate di oli usati gestite, 173.000 (il 98%) sono state conferite alle imprese di rigenerazione operanti nel sistema consortile; ciò ha consentito la produzione di 116mila tonnellate di basi rigenerate e 32mila tonnellate di prodotti come bitumi e gasoli. La percentuale di oli avviati alla rigenerazione si è confermata a livelli record, rafforzando ulteriormente il primato europeo dell’Italia in questo particolare settore: il nostro Paese ha già superato, con ben 8 anni di anticipo, la soglia dell’85% prevista dal Pacchetto sull’Economia Circolare di Bruxelles. Gli oli usati avviati a recupero nel 2016 hanno inoltre consentito, grazie alle importazioni di greggio evitate, un risparmio di circa 47 milioni di euro sulla bilancia petrolifera.

I risultati del CONOU hanno contribuito a ridurre, in misura significativa, anche le emissioni di CO2 e i consumi di acqua, materia e suolo, dando vita a un bilancio ambientale netto positivo misurato attraverso quattro parametri: 40 mila tonnellate di emissioni di CO2 equivalente evitate (Carbon footprint), un contributo pari alle emissioni medie di 24 mila veicoli del parco circolante nazionale; 473 mila metri cubi d’acqua risparmiati (Water footprint), un volume equivalente a 190 piscine olimpioniche; 240 mila tonnellate di risorse naturali, fossili e minerali, non consumate (Material footprint), un peso che avrebbe bisogno di 10 mila autobotti per essere trasportato; 717 ettari di territorio risparmiati (Land footprint), una superficie di territorio che consentirebbe la produzione di circa 2.500 tonnellate di grano.

“Questi numeri – spiega il Presidente del CONOU, Paolo Tomasi – testimoniano tutti i vantaggi della circular economy degli oli minerali usati gestiti dal Consorzio. Negli ultimi mesi è cambiato il nostro nome e sono diventati ancora più forti il progetto, l’innovazione e il gioco di squadra; lo dimostra il deciso aumento dei quantitativi di raccolta, unito a una qualità che si mantiene alta consentendo una percentuale di rigenerazione vicina al 100%. CONOU sarà espressione di una filiera che punterà sempre a migliorarsi: in questi anni siamo cresciuti tutti insieme e vogliamo incrementare ulteriormente le nostre performance”.

 

 

CONDIVIDI SU

ARCHIVIO NEWS

Visualizza tutte »2019

Visualizza tutte »2018

Visualizza tutte »2017

Visualizza tutte »2016

Visualizza tutte »2015

Visualizza tutte »2014

Visualizza tutte »2013