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09 Luglio 2018 A TUTTO GAS

La raccolta porta a porta dei rifiuti nel bacino Sinistra Piave è attiva dal 2003. Partita come raccolta domiciliare del secco e dell’umido, è attualmente praticata per la raccolta separata delle frazioni carta, vetro e plastica/lattine. Nel 2017, la percentuale è arrivata a superare l’85%, tuttavia la vera innovazione attuata nel bacino Sinistra Piave consiste nella gestione della parte organica dei rifiuti (forsu e verde) secondo i criteri dell’economia circolare in accordo con le recenti normative sui rifiuti approvate dal Parlamento Europeo. Per anni, questa frazione dei rifiuti è stata conferita in discarica, provocando e continuando a generare, anche dopo decenni dalla chiusura, notevoli costi di gestione delle discariche dismesse per lo smaltimento del percolato e la captazione del biogas.
Oggi, nel bacino Sinistra Piave, il recupero della frazione organica dei rifiuti è il primo vero esempio di economia circolare nella gestione dei rifiuti: infatti, dai primi impianti di recupero della forsu, dai quali si otteneva esclusivamente compost, si è passati negli ultimi anni ad impianti che permettono di recuperare anche il biogas (formato principalmente da metano ed anidride carbonica) che, tramite apposita impiantistica, produce energia elettrica. L’energia prodotta viene primariamente utilizzata per le esigenze interne dell’impianto, mentre quella in eccesso viene ceduta al gestore del servizio elettrico.
Il rifiuto conferito, una volta triturato e vagliato, segue un processo di digestione producendo biogas. Quest’ultimo viene sottoposto ad un’operazione di purificazione attraversando in controcorrente acqua pressurizzata. Questo processo permette la separazione dell’anidride carbonica dal metano, ottenendo così un biogas con una percentuale di metano superiore al 95%. Da 1.000 kg di frazione organica si possono ottenere 280/300 kg di compost e 40 – 45 kg di biometano per autotrazione.
Le aziende che si occupano della gestione dei rifiuti di quest’area stanno convertendo tutti i propri automezzi con alimentazione a biometano. Proprio a tale scopo è stato realizzato un impianto di distribuzione di a Vittorio Veneto (TV) presso il centro di coordinamento logistico dei mezzi che effettuano il servizio del bacino Sinistra Piave. Con l’obiettivo di ridurre in modo significativo gli impatti relativi alle fasi di raccolta e trasporto, dato che la tipologia di mezzo utilizzato, la sua efficienza e il tipo di carburante che lo alimenta contribuiscono in maniera sostanziale agli impatti sul territorio. La novità di questo impianto di distribuzione è la predisposizione per il rifornimento per i cittadini. Purtroppo le norme vigenti, come spesso accade, non sono al passo con i tempi e non consentono ancora l’utilizzo del biogas prodotto da questi impianti per la vendita diretta per autovetture private. Con soli 4kg di biometano (1kg di gas equivale all’incirca a 1,5 litri di benzina), corrispondenti all’incirca a 70kg di scarto da cucina, si possono percorrere 100km, con un risparmio enorme in termini di costi e di emissioni.
Il Veneto è da sempre all’avanguardia sul tema dell’economia circolare, ai primi posti in Europa per raccolta e per smaltimento, per innovazioni nella gestione del ciclo dei rifiuti, per riutilizzo di materia, eppure a livello nazionale non si riesce ancora ad agevolare queste buone pratiche che porterebbero indubbiamente vantaggi ai cittadini e all’ambiente.

 

 

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