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17 Gennaio 2018 UE VARA STRATEGIA SULLA PLASTICA, 100% RICICLO AL 2030

“La strategia europea sulla plastica presentata oggi dalla Commissione Europea è una buona notizia per l’ambiente e l’innovazione industriale. Sta finalmente prendendo forma una battaglia corale contro l’inquinamento da plastica non gestita correttamente basata sull’economia circolare, sulla lotta alle microplastiche, a partire da quelle presenti nei cosmetici, e su misure efficaci per ridurre il monouso e l’usa e getta. È questa l’Europa che ci piace - dichiara Stefano Ciafani direttore generale di Legambiente - quella che ha avuto il coraggio di tracciare una strada comune per tutelare l’ambiente e contrastare l’inquinamento da rifiuti presenti nei mari, oceani, fiumi e laghi. E da Bruxelles è arrivato anche un importante riconoscimento per il modello italiano e per le esperienze plastic-free e di riciclo messe in atto in questi anni dal nostro Paese, che ha fatto da apripista anticipando di gran lunga quanto annunciato dalla Premier britannica Teresa May. La strategia varata oggi, dunque, rappresenta un importante passo in avanti che però deve tradursi in azioni concrete e proposte legislative coerenti”.

L’Italia, ricorda Legambiente, è stato il primo Paese in Europa ad approvare la legge contro gli shopper non compostabili, approvata nel 2006 ed entrata in vigore nel 2012, ad applicare dal 1 gennaio 2018 la messa al bando dei sacchetti leggeri e ultraleggeri di plastica tradizionale, a dire stop ai cotton fioc non biodegradabili e compostabili (dal 2019) e alle microplastiche nei cosmetici (a partire dal 2020). Non va inoltre dimenticato l’impegno sul fronte dell’economia circolare promosso da Comuni, Consorzi ed imprese private.

“Ora - aggiunge Ciafani - i prossimi passi da compiere nel nostro Paese devono riguardare un sistema di controlli efficace per garantire il rispetto delle leggi approvate, nuove misure per contrastare l’usa e getta, ridurre l’uso eccessivo di acque in bottiglia, con conseguente consumo di grandi quantità di plastica, e allo stesso tempo occorre sviluppare la chimica verde, per riconvertire i vecchi petrolchimici in nuove bioraffinerie per promuovere filiere di produzione industriale innovative e rispettose dell’ambiente”.

 

 

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