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20 Novembre 2019 MULTIMATERIALI IN CARTA-BIOPLASTICA: VERSO SOLUZIONI PER RIDURRE L’USO DI PLASTICA CONVENZIONALE NEGLI IMBALLAGGI

Il progetto europeo Biocompack-CE, finanziato dal programma europeo Interreg Central Europe, prende il via nel 2017 con l’obiettivo di stabilire legami più forti tra le istituzioni di ricerca e sviluppo e le aziende della filiera per sviluppare soluzioni di imballaggio certificate e sostenibili in carta-bioplastica.

Il mercato italiano degli imballaggi in Italia ha registrato nel 2018 un fatturato di 33,4 miliardi di euro con una crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente. Tutte le tipologie di packaging hanno visto un notevole incremento, sia le tipologie “storiche” come legno e vetro, sia quelli di più recente concezione come gli imballaggi multi-materiale che hanno segnato un +2,5% (fonte: Istituto Italiano Imballaggi).

Nel nostro Paese il settore del packaging è un compartimento molto virtuoso: nel 2018 l’80,6% dei rifiuti da imballaggio è stato recuperato che tradotto in cifre significa 10.691.000 tonnellate delle 13.267.000 totali immesse al consumo e, di queste, la parte avviata a riciclo sfiora il 70% (fonte: CONAI) che fa dell’Italia un eccellenza a livello continentale.

Biocompack-CE vede la partecipazione di dieci realtà da sei diversi Paesi europei dell’area dell’Europa centrale (Italia[1], Slovenia, Croazia, Ungheria, Polonia, Slovacchia), includendo università, centri di ricerca, laboratori di analisi, associazioni, cluster ed aziende del settore.

“Il packaging ci offre molti vantaggi – afferma Andrej Kržan, professore dell’Istituto Nazionale di Chimica di Lubiana e coordinatore del progetto Biocompack – ma spesso ha una vita utile molto breve prima che diventi un rifiuto. Contiene materiali che possono essere riutilizzati, ma solo se la progettazione del prodotto e il modo in cui raccogliamo e trattiamo i rifiuti consentono un processo economico ed efficiente. Le combinazioni di materiali sono una sfida particolare che stiamo affrontando per risolvere i problemi degli imballaggi che combinano carta e plastica. Il risultato del progetto sarà un packaging che soddisfi tutti i requisiti funzionali che ci aspettiamo, ma che possa essere facilmente ed efficacemente riciclato o compostato”.

L’unione di materiali diversi come la carta e le bioplastiche nel packaging conferisce funzionalità e migliora gli aspetti critici, sfruttando le caratteristiche di entrambi i materiali. Nel settore alimentare la necessità primaria riguarda la sicurezza e la conservazione: l’imballaggio non deve essere tossico, deve fungere da barriera, deve proteggere dall’umidità ed eventualmente dal grasso e deve impedire l’ingresso e la fuoriuscita di gas e odori.

Un aspetto non secondario è la separabilità dei materiali per avviarle correttamente a riciclo. “La sostituzione della plastica convenzionale con bioplastiche nei prodotti di packaging accoppiati con la carta – dichiara Graziano Elegir, responsabile Settore Chimica e Ambiente di Innovhub-SSI e responsabile di una delle aree tematiche del progetto – può rappresentare un'alternativa sostenibile che aiuta a ridurre la quantità di plastica favorendo lo sviluppo di nuove opzioni di smaltimento. Tuttavia, in questo contesto occorre sviluppare strategie che limitino il più possibile l'impatto sulle filiere del riciclo individuando il corretto fine vita e sviluppando l'ecodesign del prodotto. Prodotti a contatto con alimenti umidi e grassi possono eventualmente essere accettati negli impianti di compostaggio mentre il packaging non alimentare e quello a contatto con alimenti secchi dovrebbe essere destinato al recupero della fibra cellulosica in impianti idonei di riciclo della carta”.

“In Italia abbiamo voluto costruire un percorso che andasse a toccare tutti gli aspetti della filiera – dichiara Emilio Bianco di Legambiente, Communication Manager del progetto Biocompack – siamo partiti con un workshop dedicato ai produttori, per poi spostare l’attenzione sui trasformatori ed in seguito sulla Grande Distribuzione Organizzata, includendo, ovviamente, ad ogni incontro, degli speech specifici da parte dei consorzi di filiera interessati e delle associazioni nazionali sia dei produttori di carta che di bioplastiche. L’evento di oggi, infine, rappresenta un po’ il riassunto dei precedenti, includendo anche la principale associazione dei consumatori per dare voce a chi effettivamente poi va ad utilizzare l’imballo, e per questo abbiamo scelto Ecomondo come cornice. Ma non solo, abbiamo deciso di portare l’intero progetto in Italia, dedicando la prima sessione ai nostri partner europei, con l’obiettivo di rafforzare le sinergie tra il mondo del packaging del nostro Paese e gli Stati dell’Europa Centrale”.

La sostenibilità dell'uso di imballaggi multimateriale dipende fortemente dalle pratiche reali e non potenziali di gestione dei rifiuti e soprattutto dalle infrastrutture disponibili. Il nostro Paese deve necessariamente dotarsi di impianti di recupero e riciclo, a partire da quelli di digestione anaerobica per il trattamento della frazione organica per la produzione di biometano e di compost di qualità. Solo così si potrà proseguire velocemente lungo la strada dell’economia circolare.

Per scaricare gli atti del convegno clicca qui

 

*Partner del progetto europeo Biocompack-CE: COBRO – Polish packaging Research Institute (Polonia), EcoCortec d.o.o. (Croazia), Fondazione Legambiente Innovazione (Italia), Innovhub – Stazioni Sperimentali per l’Industria (Italia), National Institute of Chemistry (Slovenia), OMNIPACK – First Hungarian Packaging Technology Cluster (Ungheria), Papirol d.o.o. (Slovenia), PIOIRO – Polish Chamber of Packaging Recycling and Recovery (Polonia), RERA S.D. Public Institution (Croazia), STUBA – Slovak University of Technology in Bratislava (Slovacchia)


[1] L’area di pertinenza del programma Interreg Central Europe include solo il Nord Italia

 

 

 

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