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24 Novembre 2021 RAPPORTO “ECOMAFIA 2021”

La sinergia fra forze dell’ordine, Capitanerie di Porto, Magistratura, Procure ed il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, ha permesso di raccogliere un ampio ventaglio di dati: sono stati accertati 34.867 reati ambientali, con un incremento del 0,6% rispetto al 2019, con una media di oltre 95 reati al giorno, 4 ogni ora. Sono 883 i procedimenti aperti in applicazione della legge sugli ecoreati numero 68/2015, di cui 447 per delitto di inquinamento ambientale.

Come ormai è tristemente noto, questo campo è particolarmente lucroso per la criminalità organizzata, con un mercato che si aggira attorno ai 10,4 miliardi di euro, che pesano sulla società civile e sui principi democratici; infatti, sono ben 32 i comuni commissariati per ecomafia sino a oggi, di cui 11 sciolti nei primi 9 mesi del 2021. Le mafie spadroneggiano nel mondo dei rifiuti: l’impatto nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa è in aumento (46,6%) come il numero delle persone denunciate (+12%), degli arresti (14,2%) e degli investimenti a rischio, dagli appalti alla gestione dei rifiuti urbani, si parla di un guadagno illecito di circa 11,2 miliardi di euro.

La pandemia ha ovviamente influenzato anche questo settore, sia nel senso della commissione materiale dei reati sia nel numero dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine. In percentuale questa diminuzione risulta del 12,7%, ma il dato non deve rincuorare; infatti, è il risultato dell’impossibilità pratica a commettere i crimini più che dal ravvedimento dei rei o dalla prevenzione o soppressione da parte dello Stato; infatti, su tutto il territorio nazionale sono stati effettuati 228 arresti e 3.256 sequestri.

Si è registrata una leggera flessione rispetto al 2019: i reati contestati nel 2020 sono quasi 23 al giorno, per un totale di 8.313, con 10.691 denunce, 228 arresti, in aumento, e 3.256 sequestri.

Benché il numero dei crimini sia diminuito, l’articolo 452- quaterdecies c.p., che prevede il delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, è stato contestato più volte rispetto a due anni fa: la presenza mafiosa nella gestione dei rifiuti è passata dal 41% nel 2019 al 44% nel 2020. I fascicoli aperti dai GIP su questa fattispecie sono ben 27 nel 2020, con una crescita rispetto al 2019, con un’ulteriore aggiunta di 23 inchieste registrate da Legambiente dall’inizio di quest’anno al 15 settembre. Tutto il territorio nazionale è pervaso da queste reti criminali, il triste primato dell’accertamento dei reati va alla Lombardia nel Nord (577), al Lazio nel Centro (736) e alla Campania nel Sud (2.054).

Enrico Fontana, responsabile osservatorio ambiente e legalità di Legambiente, sulla scorta di questi dati allarmanti, afferma “l’urgenza di completare il quadro normativo a tutela dello straordinario patrimonio ambientale e culturale del nostro paese, della salute dei cittadini e della buona economia...”. Non è possibile trattare la tematica ambientalista senza spostare lo sguardo oltre i confini nazionali e, in omaggio alla natura internazionale e a tutti gli attivisti impegnati nella tutela dell’ambiente, Legambiente ha deciso di dedicare il rapporto Ecomafia 2021 alle 227 persone uccise nel 2020.

 

 

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