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03 Gennaio 2022 ITALIA APRIPISTA IN EUROPA SU RACCOLTA DIFFERENZIATA DELL’UMIDO

Dal 1° gennaio, in tutti i Comuni italiani è diventato obbligatorio prevedere la raccolta differenziata della frazione umida dei rifiuti. Insieme agli scarti organici dovranno essere raccolti anche gli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, certificati EN 13432, per la trasformazione in compost, quindi i sacchetti in bioplastica, gli imballaggi, i piatti, i bicchieri e le stoviglie monouso realizzate in materiale compostabile. A prevederlo è il decreto legislativo 116/2020 che recepisce in Italia la direttiva europea 2018/851 in materia di rifiuti.
L’entrata in vigore di questo obbligo anticipa di ben due anni un analogo impegno che sarà introdotto nel resto della Ue solo a inizio 2024. La disposizione impone ai Comuni italiani di attivare la raccolta differenziata della frazione umida. Il servizio va attuato tramite contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti compostabili certificati a norma UNI EN 13432-2002.
Come piega Enzo Favoino, ricercatore presso la Scuola Agraria del Parco di Monza e Coordinatore del Comitato Scientifico di Zero Waste Europe. “La raccolta dell’organico è fondamentale perché offre un contributo essenziale alla massimizzazione dei tassi di raccolta differenziata. Senza l’organico non saremmo potuti arrivare al 65% circa di raccolta differenziata raggiunto dall’Italia. Inoltre, separando bene l’organico, riduciamo la fermentescibilità dei rifiuti residui indifferenziati non riciclabili. Ciò permette ai Comuni di ridurne la frequenza di raccolta il che, oltre a ridurre i costi complessivi di raccolta, spinge i cittadini a separare meglio anche le altre frazioni riciclabili”.
 

 

 

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