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Premiati in Puglia 7 Comuni Rifiuti Free e 137 Ricicloni
La raccolta differenziata continua a crescere in Puglia, ma il passo resta ancora troppo lento rispetto agli obiettivi ambientali e industriali di cui la regione ha bisogno. È questo il messaggio emerso dalla V edizione di Ecoforum Puglia, promossa da Legambiente Puglia, che si è svolta oggi a Bari, alla Casa delle Culture, dedicata al tema “Rifiuti in circolo: soluzioni per un territorio sostenibile”.
Nel corso dell’iniziativa, istituzioni, enti di controllo, imprese e gestori del settore hanno fatto il punto sulle criticità ancora aperte: insufficienza impiantistica, costi elevati di trasporto, persistente dipendenza dalle discariche e necessità di rafforzare le azioni di prevenzione, riuso e riciclo di qualità. Per Legambiente Puglia, la transizione verso un ciclo dei rifiuti davvero efficiente passa da una programmazione stabile, dal sostegno ai Comuni e da una maggiore partecipazione dei cittadini.
“La Puglia deve ancora riuscire a fare un cambio culturale importante, in modo da gestire il ciclo dei rifiuti non come una continua emergenza, ma come una scelta strutturale di politica ambientale e industriale”, dichiara Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia. “Servono più investimenti sugli impianti, più supporto alle amministrazioni comunali, più prevenzione nella produzione dei rifiuti e una filiera capace di riportare materia nel sistema produttivo. Solo così potremo ridurre il ricorso alla discarica, contenere i costi per i cittadini e costruire una Puglia davvero più circolare e sostenibile”.
Tra i momenti centrali dell’Ecoforum, la premiazione dei Comuni Rifiuti Free, quelli che, secondo i dati 2024 dell’Osservatorio Regionale dei Rifiuti, hanno raggiunto i migliori risultati nella raccolta differenziata e nella riduzione del secco residuo. In Puglia quest’anno sono 7, pari al 2,7% del totale dei Comuni pugliesi, per complessivi 73.180 abitanti, l’1,9% della popolazione regionale.
I risultati migliori confermano che dove si investe con continuità nella raccolta porta a porta, nella qualità del servizio, nella comunicazione ambientale e nei controlli, i numeri migliorano. Ma per estendere queste buone pratiche al resto della regione occorre uscire definitivamente dalla logica emergenziale e accelerare sulla costruzione di un sistema integrato, moderno e trasparente, capace di coniugare tutela ambientale, legalità e convenienza economica.
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